Botta e risposta indiretto fra il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem e il ministro Calenda sulle politiche di bilancio. Il primo frena alla proposta della Commissione Ue per un maggior spazio di manovra per sostenere la crescita: ‘non siamo ancora abbastanza stabili per lasciarci andare’. Il secondo commenta dicendo che ‘Dijsselbloem sta prendendo una gigantesca cantonata, cosa che fa abbastanza regolarmente’. Secca anche la risposta del premier Renzi:’Dijsselbloem non ha consapevolezza di casa accade in Italia’. A difendere la posizione del presidente dell’Eurogruppo il portavoce della Commissione Ue: ‘nell’esprimere il suo punto di vista’ la ‘la Commissione e’ pienamente nel suo ruolo e rispettera’ le sue responsabilita’ previste dalla legge’. Referendum: stampa, Bce pronta a intervento, ma limitato.
La revisione in senso “espansivo” della politica di bilancio (fiscal stance) dell’Eurozona proposta dalla Commissione europea non puo’ essere vincolante e la priorita’, per i paesi della moneta unica, resta il rispetto delle regole del Patto di stabilita’ e crescita. Lo ha precisato, davanti alla Commissione Affari economici e finanziari, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, secondo il quale occorre innanzitutto “salvaguardare la credibilita’ del patto di stabilita’”. Ieri anche il presidente della Bce Mario Draghi aveva espresso perplessita’ su una politica di bilancio comune dell’Eurozona. La Commissione ha proposto che l’anno prossimo lo 0,5% del Pil dei 19 possa essere utilizzato per stimolare la crescita. Secondo Dijsselbloem, l’esecutivo Ue “ha una responsabilita’ cruciale, e tutti i bilanci strutturali devono puntare all’equilibrio”. Solo nei paesi in cui c’e’ un margine, un surplus come ad esempio in Germania questo puo’ essere utilizzato in modo espansivo, “ma questo non e’ obbligatorio, spetta a ogni paese deciderlo”.
” Dijsselbloem sta prendendo una gigantesca cantonata, cosa che fa abbastanza regolarmente”. Cosi’ il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sulle parole del presidente Eurogruppo che frena sull’allentamento delle politiche di bilancio. “Non comprende che la questione non sono i vincoli di bilancio, ma il fatto che l’Europa e’ in mezzo a sfide difficilissime, la prima delle quali e’ una chiarissima disaffezione dei cittadini e ha necessita’ di fare un grande piano di investimenti per trasformarla e serve un new deal a livello europeo”.
“Credo che Dijsselbloem non abbia grande consapevolezza di come vanno le cose in Italia. Ma il giorno dopo il referendum, se le cose andranno bene, chiederò al Parlamento di essere autorizzato a mettere il veto sul bilancio Ue se l’Europa non cambia politiche sui migranti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, rispondendo al Tg2 ad una domanda sulle affermazioni del presidente dell’Eurogruppo. “Se l’Ue vuole i soldi italiani – ha insistito Renzi – deve cominciare a rispettare gli impegni: che parlino di questo, i leader europei, anzichè di cose che non conoscono. Sull’immigrazione bisogna voltare pagina”.