Ci sono almeno 20mila bambini e ragazzi tra i civili in trappola a Falluja, che le forze governative irachene stanno cercando di strappare all’Isis. Lo ha detto l’Unicef chiedendo alle parti di proteggerli e di mettere a disposizione un passaggio sicuro a chi vuole uscire dalla citta’. Tra i pericoli, il reclutamento forzato, le misure per i controlli di sicurezza, la separazione dalle famiglie. Intanto, in Siria l’Osservatorio nazionale diritti umani denuncia che tre famiglie sono state massacrate (15 vittime) da bombardamenti aerei della Coalizione guidata dagli Usa nel nord del Paese in un’area controllata dall’Isis. Secondo l’ Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), 15 civili, tra cui tre bambini, sono stati uccisi nei raid compiuti a sud di Manbij, cittadina tra Aleppo e Raqqa. Intanto si e’ appreso che forze curdo-siriane avanzano contro l’Isis nel nord del paese verso Manbij, cittadina chiave tra Aleppo e Raqqa.
Le forze militari irachene, in collaborazione con le Unita’ della mobilitazione popolare (Pmu, milizie a maggioranza sciita) hanno issato la bandiera dell’Iraq sul ponte di Saqlawiyah, localita’ 19 chilometri nord-ovest di Fallujah, roccaforte sunnita dove e’ in corso un’offensiva contro i miliziani dello Stato islamico (Is). Lo ha riferito l’ufficio stampa dell’Esercito iracheno attraverso un comunicato. La notizia e’ stata confermata ad da un combattente delle Pmu, Ali Abdul al Gazay, che si trova al fronte. “Lottiamo da giorni contro lo Stato islamico e abbiamo liberato diversi villaggi, incluso quello di Ali Hatem al Suleiman (capo tribale sunnita della provincia di al Anbar)”, ha detto Al Gazay. “Non abbiamo trovato civili: la maggior parte se ne sono andati. Lo Stato islamico ha piazzato diverse trappole esplosive nelle case e nelle strade di questi villaggi”, ha detto il combattente delle Pmu.
Almeno 15 civili appartenenti a tre famiglie, fra cui tre bambini, sono stati uccisi nelle ultime 24 ore nella provincia siriana di Aleppo, in Siria, dai bombardamenti degli aerei della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Lo ha fatto sapere l’Osservatore siriano per i diritti umani, in un comunicato. I raid sono stati condotti a sud e sudest del villaggio di Manbach, a nordest della città di Aleppo, dove gli aerei della coalizione forniscono copertura aerea alle Forze democratiche della Siria, milizie curde-arabe che combattono contro lo Stato islamico. Nelle ultime 24 ore, esse hanno sottratto al controllo dei jihadisti 16 villaggi nella regione di Manbach, paese che resta invece nelle loro mani. Tra le località liberate ci sono, afferma l’Osservatorio, Al Hauala, Al Sheij Abidat, Ramilat e Al Hamdat. In parallelo, le Forze democratiche della Siria il 24 maggio hanno lanciato un’altra offensiva contro lo Stato islamico nella provincia di Raqqa, principale feudo del gruppo estremista nel Paese, dove hanno preso il controllo di una decina di villaggi.