Il papa nei luoghi del devastante terremoto del 23 agosto scorso: ‘Vi sono vicino e prego per voi’, dice Francesco appena giunto in visita privata ad Amatrice (e poi nelle Marche) per incontrare le persone colpite. Faccia a faccia con alunni ed insegnanti della scuola realizzata dalla Protezione civile del Trentino, abbracciando e salutando ciascuno, e ascoltandone i racconti. Poi, accompagnato dai vigili del fuoco, l’ ingresso nella zona rossa, camminando lungo Corso Umberto I tra le macerie: davanti cui si ferma e prega, da solo e in silenzio. ‘Non sono venuto prima per non creare problemi tenuto conto delle vostre condizioni. Non volevo dare fastidio’, spiega. Il Santo Padre ha ringraziato i soccorritori chiedendo di fare una foto con i vigili del fuoco: ‘Sono quelli che salvano la gente’.
“Vi sono vicino e prego per voi”. Visita a sorpresa questa mattina di Papa Francesco ad Amatrice, il comune del reatino devastato dal sisma del 24 agosto scorso. Papa Francesco è arrivato alle 9.10, a bordo di una Golf, accompagnato dal vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, ed è subito entrato nel locale della scuola provvisoria realizzata dalla Protezione civile del Trentino, un container dipinto di rosso, per incontrare alunni e insegnanti. La Radio Vaticana riferisce che il Papa all’esterno della scuola ha incoraggiato gli abitanti di Amatrice. “Ho pensato bene nei primi giorni di questi tanti dolori che la mia visita, forse, era più un ingombro che un aiuto, che un saluto, e non volevo dare fastidio e per questo ho lasciato passare un pochettino di tempo affinché si sistemassero alcune cose, come la scuola. Ma dal primo momento – ha detto il Papa – ho sentito che dovevo venire da voi! Semplicemente per dire che vi sono vicino, che vi sono vicino, niente di più, e che prego, prego per voi! Vicinanza e preghiera, questa è la mia offerta a voi. Che il Signore benedica tutti voi, che la Madonna vi custodisca in questo momento di tristezza e dolore e di prova”. Poi nella zona rossa di Amatrice l’impatto con le macerie del paese in un grande silenzio. Il Papa si è avvicinato il più possibile agli edifici crollati da cui sporgono ancora materassi e oggetti di vita quotidiana, per un momento di preghiera personale. Quindi, con la stessa auto il trasferimento verso le zone terremotate nelle Marche.
“Prego per voi. Il vostro è un lavoro doloroso”. Papa Francesco, in visita ad Amatrice, ha ringraziato con queste parole i vigili del fuoco impegnati dalla notte del 24 agosto nelle zone terremotate. Il Santo padre ha visitato la zona rossa di Amatrice, la cittadina devastata dal sisma. La Chiesa di Sant’Agostino e poi sul corso della cittadina, tra le macerie, ha chiesto al portavoce del Dipartimento dei vigili del Fuoco, Luca Cari, di accompagnarlo. Papa Francesco si è raccolto in preghiera per alcuni minuti da solo. Poi ha voluto fare una foto con un gruppo di vigili del fuoco.
Lasciata Amatrice, Papa Farncesco si e’ recato alla Residenza Sanitaria Assistenziale San Raffaele Borbona di Rieti, che accoglie ospiti non autosufficienti e non assistibili a domicilio ai quali saranno erogate prestazioni sanitarie, socio assistenziale, di recupero funzionale e di mantenimento. La struttura ospita 60 malati cronici.
La visita di Papa Francesco ai terremotati di Amatrice è stata una sopresa anche per il parroco, don Savino D’Amelio. “Noi sacerdoti non lo sapevamo – afferma a Radio Vaticana – Ce ne siamo accorti quando abbiamo visto all’improvviso uno spiegamento di giornalisti, cameramen e fotografi… Appena arrivato è andato subito nella tendopoli ed ha incontrato i bambini: è stato tutto davvero molto bello e significativo”. Poi, “il vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili ha presentato al Papa tutti noi sacerdoti e quelli che erano presenti lì vicino a lui. Un gesto molto bello e improvviso, come ci ha abituato il Papa, che ha invitato tutti noi a pregare. La reazione della gente è stata di grande emozione. E’ significativo che abbia voluto condividere con noi proprio il giorno del suo onomastico, della festa di San Francesco”.
