L’aula del Senato, con 122 sì, 26 no e 49 astensioni, ha approvato la mozione di maggioranza sulla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto e sul progetto Casa Italia. Presente anche il premier Renzi che commenta: ‘I soldi per partire ci sono. Poi sui costi e’ difficile fare delle stime, ma non abbiamo paura a mettere tutto quello che serve. I sindaci facciano proposte’. Il senatore a vita Renzo Piano illustra un progetto che prevede la creazione di un gruppo di lavoro e 10 prototipi di case antisismiche da costruire lungo l’arco dell’Appennino. Bisogna ‘salvaguardare il Paese dal sisma’, afferma, attraverso la diagnostica e soprattutto rimanendo sul ‘terreno della scienza’.
Il progetto ‘CASA ITALIA’ di messa in sicurezza del territorio, sicurezza sismica e idrogeologica, passando per bonifiche e reti si sviluppera’ “per i prossimi 50 anni, dico 50 ma sono anche piu'”. L’architetto Renzo Piano, senatore a vita, lo dice nell’Aula del Senato illustrando i contenuti del piano ‘CASA ITALIA’ nell’ambito della discussione generale sulle mozioni relative. “Su questo tema non vorrei spegnere i riflettori, perche’ questo e’ uno dei problemi, dopo un po’ si spengono i riflettori e si dimenticano questi temi- dice Piano- e questo tema invece va tenuto vivo per i prossimi 50 anni, dico 50 ma sono anche piu'”. Allora “bisogna costruire nei prossimi anni, in tempi brevi, abbiamo la competenza per poterlo fare”, conclude Piano, ma “serve organizzazione”.
Costi complessivi ancora non si possono stimare ma “i soldi per partire e andare avanti ci sono” e “su questo non abbiamo paura a metterci tutto quello che serve”. Cosi’ il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha risposto ai giornalisti sui costi del progetto Casa Italia per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio italiano dopo il sisma che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto. Renzi, ha sottolineato il discorso delle scuole e ha fatto un “appello ai sindaci a progettare. Se non progettano – ha rilevato – non ci sono i lavori”.
“Definire in tempi rapidi i contenuti e le misure da inserire nel progetto CASA ITALIA, tenendo in debito conto le proposte e le idee raccolte nel confronto aperto con i principali portatori di interesse del Paese, a partire da un piano nazionale di prevenzione antisismica fondato su 3 fasi: monitoraggio e diagnostica, adozione del fascicolo di fabbricato e adozione della certificazione sismica obbligatoria”. È questo l’impegno per il governo contenuto nella mozione unitaria Pd-Autonomie-Ala-Ap sul piano CASA ITALIA, approvato in aula al Senato. Alla fine della discussione generale Area popolare, Partito democratico e Ala hanno ritirato le loro singole mozioni per presentare una mozione unitaria firmata da Stefano Vaccari (Pd), Giuseppe Marinello (Ap), Lucio Romani (Aut-Psi-Maie), Riccardo Mazzoni (Ala). Tra gli impegni contenuti nella mozione anche quella “a pianificare il fabbisogno pluriennale di risorse pubbliche e private, per dare seguito e continuità nel tempo alle proposte inserite nel progetto CASA ITALIA, indicando da subito le misure stralcio da prevedere negli strumenti finanziari già in discussione per il 2017”. Con questo voto inoltre il governo si impegna “a dare continuità per 3 anni al meccanismo di incentivazione dell’ecobonus per le ristrutturazioni e riqualificazione energetiche, anche per gli adeguamenti e consolidamenti sismici, cambiando e semplificando i criteri e i meccanismi vigenti, prevedendo norme specifiche per i soggetti incapienti”.
Presente anche un impegno a sostenere una rapida approvazione del ddl di riordino della protezione civile (in seconda lettura nelle commissioni Ambiente e Affari costituzionali del Senato), a introdurre il cosiddetto ecobonus e improntare la ricostruzione ai principi di massimo rispetto possibile dell’identità dei luoghi e degli edifici, di partecipazione, di trasparenza e di equità. L’esecutivo si è impegnato anche “ad avviare un percorso di approfondimento su possibili forme assicurative dei fabbricati nei confronti dei rischi derivanti da tutte le calamità naturali” e a “riferire al Parlamento, con cadenza semestrale, sullo stato della ricostruzione del terremoto del 24 agosto 2016”. Ok anche alla previsione per gli interventi di adeguamento antisismico su immobili pubblici di pertinenza comunale “la possibilità di un ruolo di finanziamento o cofinanziamento autonomo dei Comuni sugli immobili, che si accompagni ad analoga operazione da parte delle altre amministrazioni pubbliche”.