Mentre proseguono gli accertamenti e le acquisizioni di documenti utili a individuare eventuali responsabilita’ nei crolli, si attende la nomina del commissario per la ricostruzione: il nome di Vasco Errani, che sembrava il piu’ autorevole candidato, e’ stato contestato in particolare dal leader della Lega nord.
Per Matteo Salvini, scegliere “un uomo del Pd che ha gia’ fallito in Emilia per ricostruire quello che non ha ricostruito a casa sua mi sembra una follia”: meglio Paolo Tronca, che “ha fatto il prefetto a Milano, il sindaco a Roma ed e’ esperto di situazioni come questa e lontano dai partiti”. L’audizione del sottosegretario De Vincenti giovedi’ alle Commissioni riunite Ambiente e Lavori Pubblici – ha ricordato Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera – sara’ “la prima occasione politica importante per un confronto tra governo e Parlamento sulla gestione dell’emergenza, sulla ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto e sulle politiche di prevenzione antisismica. L’annuncio del piano ‘Casa Italia’ da parte del premier Renzi va nella giusta direzione”.
“Chi ha gia’ fallito, se ci son di mezzo centinaia di morti e citta’ da ricostruire, meglio che faccia altro. La politica stia lontana dai disastri e dai terremoti. Abbiamo gia’ visto troppe speculazioni, troppe ruberie, troppi errori e quindi penso che una personalita’ al di fuori della politica possa essere la soluzione migliore”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a Catania rilanciando la proposta della Lega di nominare Paolo Tronca commissario straordinario alla ricostruzione. Tronca “ha fatto il prefetto a Milano, il sindaco a Roma ed e’ esperto di situazioni come questa e lontano dai partiti”, ha spiegato il leader del Carroccio. Quanto, invece, all’ipotesi della nomina di Vasco Errani, Salvini ha sottolineato che “nominare un uomo del Pd che ha gia’ fallito in Emilia per ricostruire quello che non ha ricostruito a casa sua mi sembra una follia”.
Il terremoto non è una sessione del congresso del Pd. È veramente sconcertante che Renzi pensi di affidare a ERRANI l’incarico di commissario per affrontare questa emergenza. Lo fa soltanto per impegnare un suo potenziale contestatore interno”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri di Fi. “Tra l’altro sceglie una persona che ha dimostrato inefficienza nella gestione del terremoto in Emilia Romagna quando era presidente della regione. Meglio, come propongono altri, scegliere un prefetto o un tecnico di provata esperienza. È davvero triste e sconcertante che, in un momento ancora di lutto, Renzi pensi al terremoto come l’ennesima partita della sua gestione sempre più fallimentare del Pd”, conclude.
Vasco Errani “non puo’ essere il commissario al terremoto del centro Italia”. Perche’ per ricostruire nei territori tra Lazio e Marche ora “serve un profilo al DI fuori del sistema dei partiti. Una persona scelta per competenze, non per appartenenza politica”. Errani invece e’ stato voluto dal premier Matteo Renzi seguendo “le logiche del congresso Pd”. L’affondo arriva dal vicepresidente della Camera e leader M5s Luigi DI MAIO, che dal suo profilo Facebook attacca a testa bassa sia Renzi sia Errani. “Mi lascia sgomento un presidente del Consiglio che poche ore fa ha guardato negli occhi i sopravvissuti dell’ennesimo terremoto e adesso pensa DI sfruttare la tragedia per ricucire il Pd- attacca DI MAIO– affidando l’incarico DI commissario per la ricostruzione a Vasco Errani. Gestisce un’emergenza con le logiche del congresso DI partito. Incredibile”. Secondo l’esponente M5s, dunque, “Vasco Errani non puo’ essere il commissario al terremoto del centro Italia. È in politica dal 1983, e’ stato governatore dell’Emilia-Romagna per ben tre volte (nonostante la legge ponesse un limite DI due mandati) ed e’ gia’ stato commissario per il terremoto in Emilia nel 2012″. Al contrario, per DI MAIO “ora serve un profilo al DI fuori del sistema dei partiti. Una persona scelta per competenze, non per appartenenza politica”. E aggiunge: “Qualcuno mi ha criticato perche’ nelle ore successive al terremoto ho subito dichiarato che avremmo controllato euro su euro, carta su carta per evitare una seconda L’Aquila o una seconda Emilia. Preferisco essere criticato oggi per aver messo in dubbio la scelta DI chi gestira’ i fondi, piuttosto che pentirmi quando i nodi verranno al pettine”.
“Sulla possibile nomina di Vasco Errani a commissario per la ricostruzione post-terremoto Luigi Di Maio ha perso un’ottima occasione per riflettere prima di parlare. Errani e’ una persona onesta e competente, che ha le qualita’ necessarie per svolgere un ruolo cosi delicato”. Lo afferma Alfredo D’Attorre dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana. “Se, una volta tanto – prosegue l’esponente della sinistra- il governo fa una cosa buona, un’opposizione seria deve avere il coraggio di riconoscerla. Peraltro – conclude D’Attorre – non sara’ certo la nomina di Errani a cambiare l’orientamento di quella larga e crescente parte di elettori e militanti di sinistra, anche del Pd, che al referendum costituzionale voteranno con convinzione No”.