Dopo aver letto i nomi delle vittime il vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, nell’omelia della messa funebre ad Amatrice, ha chiesto che la ricostruzione non sia una ‘querelle politica’ o una forma di sciacallaggio di varia natura’. Il prelato ha detto che ‘il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo!’ e sottolineato che ‘disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta’. Sull’altare il crocifisso ligneo salvato dal crollo di una delle chiese di Amatrice. Tra la gente, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi che prima ha visitato gli sfollati di san Pellegrino di Norcia.
Si sono aperti con l’elenco delle vittime che il vescovo di Rieti Monsignor Domenico Pompili ha ricordato una ad una – seguito da un lungo applauso – i funerali solenni dei morti del sisma ad Amatrice. Alle esequie hanno partecipato le massime cariche dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso e il premier Matteo Renzi. Quest’ultimo al suo arrivo prima di entrare nella tensostruttura dove sono state poste 28 bare sulle oltre 240 vittime di Amatrice e della vicina Accumoli si e’ fermato a salutare e ringraziare quanti come Vigili del fuoco, operatori della Croce rossa e della Protezione civile hanno portato il loro soccorso alle popolazioni colpite e ha assicurato “non vi lasceremo soli, e’ un impegno”. Nel corso della sua omelia Monsignor Pompili ha ricordato come i “terremoti esistono da quando esiste la terra e l’uomo non era neppure un agglomerato di cellule. I paesaggi che vediamo e che ci stupiscono per la loro bellezza sono dovuti alla sequenza dei terremoti. Le montagne si sono originate da questi eventi e racchiudono in loro l’elemento essenziale per la vita dell’uomo: l’acqua dolce. Senza terremoti non esisterebbero dunque le montagne e forse neppure l’uomo e le altre forme di vita. Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo”.
E ancora ha aggiunto: “Non basteranno giorni, ci vorranno anni. Sopra a tutto e’ richiesta una qualita’ di cui Gesu’ si fa interprete: la mitezza. Che e’ una ‘forza’ distante sia dalla muscolare ingenuita’ di chi promette tutto all’istante, sia dall’inerzia rassegnata di chi gia’ si volge altrove. La mitezza dice, invece, di un coinvolgimento tenero e tenace, di un abbraccio forte e discreto, di un impegno a breve, medio e lungo periodo. Solo cosi’ la ricostruzione non sara’ una ‘querelle politica’ o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi. Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta – ha proseguito il vescovo di Rieti -. Abitiamo una terra verde, terra di pastori. Dobbiamo inventarci una forma nuova di presenza che salvaguardi la forza amorevole e tenace del pastore. Come si ricava da un messaggio in forma poetica che mi e’ giunto oltre alle preghiere: “Di Geremia, il profeta, rimbomba la voce: ‘Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perche’ non sono piu”. Non ti abbandoneremo uomo dell’Appennino: l’ombra della tua casa tornera’ a giocare sulla natia terra. Dell’alba ancor ti stupirai”.
Oggi, alle 15, a Rieti, presso la sede dell’Ufficio Scolastico Territoriale il Ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca Stefania Giannini ha reso noto che incontrera’ i dirigenti scolastici delle aree colpite dal sisma per fare il punto sull’avvio dell’anno scolastico.Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina incontrera’ invece a Roma gli assessori regionali all’agricoltura delle regioni colpite dal terremoto per una riunione operativa sulle azioni a favore delle aziende agricole. Parteciperanno all’incontro Anna Casini (Marche), Fernanda Cecchini (Umbria), Dino Pepe (Abruzzo), Carlo Hausmann (Lazio). Il ministero e’ gia’ intervenuto con un primo anticipo dei contributi europei a 958 imprese agricole presenti nei 16 comuni della zona del sisma che verra’ pagato entro il 15 settembre Intanto l’Autorita’ nazionale anti corruzione ha chiesto verifiche sugli appalti e la procura di Rieti ha posto sotto sequestro la scuola e gli altri edifici pubblici crollati anche se l’indagine resta contro ignoti per disastro colposo. Il bilancio della violenta scossa di magnitudo 6 e’ di 292 morti, mentre sono 3.554 le persone assistite, ospitate nei campi e nelle strutture allestite, come ha reso noto la Protezione civile. Novecentonovantanove persone trovano alloggio in quelle messe a disposizione nella Regione Lazio, in 1.351 trovano posto nelle Marche, 1.072 persone trovano alloggio nelle aree e strutture predisposte in Umbria e un centinaio di persone risultano alloggiate in aree allestite in Abruzzo. La disponibilita’ complessiva e’ di 5.871 posti.