L’Europa eleva il livello di allerta sicurezza intorno ai siti ebraici in seguito al tragico assassinio di due giovani dipendenti dell’ambasciata israeliana a Washington. Le autorità di diversi Paesi hanno annunciato un rafforzamento delle misure di vigilanza, temendo possibili atti di emulazione.
La Francia è stata tra le prime nazioni a dichiarare un aumento della sorveglianza nei pressi dei luoghi simbolo della comunità ebraica. L’annuncio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle minoranze religiose in un continente già segnato da episodi di antisemitismo.
Anche l’Italia ha risposto all’allarme con la massima prontezza. A Roma, l’attenzione è stata ulteriormente focalizzata sulla zona della Sinagoga e del Ghetto Ebraico, luoghi di grande valore storico e religioso. È stato aperto un “focus di sicurezza” specifico, mirato a prevenire qualsiasi rischio di emulazione dell’attacco di Washington. Le forze dell’ordine sono in stato di massima allerta per garantire la protezione dei luoghi ebraici e la tranquillità della comunità.
Nel frattempo, il primo ministro britannico Starmer ha condannato fermamente l’attacco di Washington, definendo l’antisemitismo “un male che va estirpato ovunque”. Le sue dichiarazioni giungono in un momento di tensione, con Israele che ha mosso accuse in seguito all’episodio, sebbene il premier britannico non le abbia commentate direttamente. La crescente preoccupazione per la sicurezza dei siti ebraici in Europa sottolinea la necessità di una vigilanza costante e di una ferma condanna di ogni forma di odio e intolleranza.
“Eravamo già in una condizione di massima attenzione. Ci sono migliaia di siti già vigilati con una dinamica di graduale rafforzamento anche in forma fissa. Abbiamo sensibilizzato le strutture periferiche, prefetture e questure che intensificheranno azione di vigilanza”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha risposto alle domande sull’allarme sicurezza relativamente ai siti ebraici dopo l’omicidio a Washington dei due dipendenti dell’ambasciata israeliana, a margine del convegno “Accoglienza e sicurezza. Un equilibrio possibile?” organizzato dal sindacato di polizia Coisp.”Non credo sia il caso di lanciare allarmi – ha ribadito – ma l’attenzione era già ai massimi livelli e l’abbiamo sensibilizzata ulteriormente”.