La cessione di Alitalia slitta a fine ottobre, il prestito al 15 dicembre. ‘Le condizioni in cui si trova la compagnia sono tali per cui non ci interessa per niente’, la chiusura di Lufthansa all’ipotesi di acquistare la compagnia che ‘va ristrutturata sia per dimensioni sia per costi.
Tempi supplementari per la vendita di Alitalia. Come era nelle attese, il governo ha dato oggi il via libera alla proroga dei termini dell’operazione, fissando due nuove date: la prima è quella del 31 ottobre per la cessione della compagnia e la seconda è quella del 15 dicembre per il rimborso del prestito ponte di 900 milioni. I commissari avranno ora davanti altri sei mesi per individuare la migliore offerta e avviare una trattativa in esclusiva per portare in porto la cessione. Un passo, quello deciso oggi a Palazzo Chigi e che arriva mentre Lufthansa torna alla carica ribadendo di essere interessata a una nuova “Alitalia ristrutturata”, che il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha definito “giusto e inevitabile” considerando l’attuale contesto politico e la necessità che i potenziali acquirenti abbiano un’interlocuzione con il nuovo governo. L’attuale esecutivo, spiega Calenda, “può anche dare un mandato in esclusiva ma c’è un punto ed è quello di quanto gli investitori si ingaggino in una negoziazione” con un esecutivo uscente. “E’ una questione oltre che di rispetto istituzione anche di praticabilità oggettiva”, sintetizza Calenda. Anche perché, chiosa, “non c’è una visibilità sulle opinioni del futuro governo visto che in campagna elettorale non c’erano opinioni coincidenti”. “Il decreto di proroga – dice ancora Calenda – è la conseguenza della fase politica. Sono arrivate tre offerte. E’ chiaro che adesso bisogna entrare in una fase di negoziazione più stretta. Questo presuppone il fatto che ci sia un governo che ha la possibilità di esprimere in maniera legittima il proprio orientamento”.
La situazione di Alitalia non sembra poi destare, al momento, particolare preoccupazione anche se bisogna guardare al lungo periodo. “I commissari hanno operato bene. Il prestito ponte è sostanzialmente intatto”, sottolinea Calenda ricordando anche che 100 dei 900 milioni di prestito sono di garanzia alla Iata. Prestito, sottolinea ancora, sul quale è in corso un’interlocuzione con l’Unione Europea. Ma, avverte, la compagnia “è comunque fragile nel lungo periodo, per ridurre le perdite occorre acquistare nuovi aerei e serve poi l’accordo con i sindacati nella fase di trasferimento”. Intanto, dalla Germania, Lufthansa, ancora una volta, mette nero su bianco le proprie condizioni: Alitalia interessa ma non così com’è, prima va ristrutturata e questa operazione devono farla gli italiani. “L’Italia – afferma il cfo Ulrik Svensson – è un mercato molto importante. Per noi è il secondo mercato importante dopo gli Stati Uniti. Tuttavia, è importante ricordare che il modo in cui si presenta oggi Alitalia non ci interessa affatto. Abbiamo consegnato agli italiani un concept paper su come una compagnia aerea completamente ristrutturata potrebbe apparire in termini di dimensioni, costi, destinazioni e così via”. Insomma, un’Alitalia “con costi inferiori e un numero minore di aerei e persone”. Ma questa, puntualizza Svensson, è un’operazione che “dovrà essere effettuata dagli italiani. Non lo faremmo come nuovo azionista”. E, comunque, non si prevedono tempi brevi: il concept paper, che non è un’offerta, “dovrà ovviamente essere valutato dalle autorità italiane. Ma non c’è ancora un governo in carica. Penso che ci vorrà molto tempo prima che si verifichi qualcosa da quella parte”.
Ma la prospettiva di un ridimensionamento di Alitalia mette in allarme i sindacati, che oggi pomeriggio hanno concordato con l’azienda una nuova proroga al 31 ottobre prossimo il contratto di lavoro dei dipendenti Alitalia, in scadenza il 30 aprile prossimo. La proroga è avvenuta senza alcuna modifica di istituti e voci contrattuali. La compagnia e i sindacati, ad eccezione dell’Usb, hanno firmato anche nei giorni scorsi nuova cigs fino al 31 ottobre prossimo per 1480 unità full time equivalent. ”Le ricette, adottate dalle diverse gestioni negli ultimi 10 anni, di taglio del perimetro aziendale, in termini di flotta e forza lavoro si sono dimostrate fallimentari ed è ora di accantonarle”, sostiene il coordinatore nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito. ”Nelle tre pesanti ristrutturazioni sono già usciti circa 10 mila lavoratori ed i contratti del personale di volo e di terra sono diventati i più bassi delle medie europee”. “La Uiltrasporti non fa il tifo per nessuno – dice il segretario generale Claudio Tarlazzi – ma certamente lo faremo per chi presenterà il progetto migliore per i lavoratori e per il Paese. Un piano fatto solo di tagli non può essere un progetto di sostegno alle esigenze dell’Italia”. E, per questo, va definitivamente accantonata “qualsiasi ipotesi di spacchettamento e di ridimensionamento delle attività e degli organici Alitalia”.