Carles Puigdemont e’ a Bruxelles assieme a cinque suoi consiglieri per chiedere – sostiene la tv spagnola – l’asilo politico al Belgio. Madrid ostenta sicurezza e dice che il viaggio non preoccupa: ‘Quello che contava davvero e’ che non si presentasse alla Generalitat’. Stamani il procuratore generale dello Stato spagnolo ha chiesto l’incriminazione dell’ex presidente catalano e dei suoi ministri per ‘ribellione’ e ‘sedizione’. Stessa richiesta per la presidente del Parlamento catalano Carme Forcadell e i membri dell’ufficio di presidenza. Almeno per ora, non si chiede il loro arresto.
L’ufficio della Procura di stato spagnola ha formulato accuse di ribellione, sedizione ed appropriazione indebita di fondi a carico di Carles Puigdemont – presidente della Catalogna rimosso dal suo incarico – ed esponenti del suo governo. I leader del governo regionale in Catalogna “hanno creato una crisi istituzionale culminata nella dichiarazione unilaterale di indipendenza ed ignorato completamente la nostra costituzione il 27 ottobre”, ha affermato il procuratore generale Jose Manuel Maza. L’accusa di ribellione comporta pene detentive fino a 30 anni di carcere. Il procuratore ha anche lasciato aperta la possibilità di una carcerazione preventiva, riportano i media spagnoli.
Maza ha spiegato che, dopo la rimozione del presidente catalano dal suo incarico e la dissoluzione del Parlamento regionale, Puigdemont e gli altri membri del governo non possono essere indagati dalla Corte Suprema o dalla Corte di Giustizia di Catalogna. Il Procuratore ha detto inoltre di ritenere che il reato per cui ha chiesto l’incriminazione sia di competenza della Corte nazionale. Saranno invece citati in giudizio alla Corte Suprema il presidente del Parlamento catalano, Carme Forcadell, e gli altri membri dell’Ufficio di presidenza.
Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, sono stati invitati a togliere dai commissariati tutte le foto istituzionali di Carles Puigdemont. Tra gli ordini ricevuti, anche quello di ritirare la scorta ai membri del governo catalano destituiti. E’ una delle iniziative prese dal governo centrale che sta prendendo il controllo nella regione autonomica ‘ribelle’. A mezzogiorno, il ministro dell’Interno, Juan Ignacio Zoido, ha ricevuto il nuovo capo dei Mossos, Ferran Lopez.
E’ giallo su Carles Puidgemont, l’ex presidente catalano: nessuno lo ha visto entrare stamane nel Palau de la Generalitat, a placa Sant Jaume, me su Instagram ha postato una foto in cui si vede il cielo di Barcellona visto dal cortile di un palazzo gotico, presumibilmente quello della Generalitat. La foto e’ accompagnata da un ‘Bon dia’, ‘buona giornata’. Pochi minuti dopo avere postato una foto al lavoro dietro alla sua scrivania, Josep Rull, l’ex ministro catalano del territorio, ha invece lasciato il suo ufficio, dopo che due Mossos d’Esquadra, la polizia regionale, gli hanno comunicato che rischia di essere accusato di ‘usurpazione di funzioni pubbliche’. Intanto, il ministro dell’interno spagnolo Juan Ignacio Zoido ha lanciato una sorta di ultimatum agli ex ministri del governo catalano.
Puigdemont si troverebbe a Bruxelles in un luogo “discreto e sicuro”, accompagnato da alcuni consiglieri. Lo riferiscono fonti della Generalitat di Catalogna. Secondo le stesse fonti Puigdemont parlera’ domani. Molti giornalisti, emerge dalle foto pubblicate sui social media, si trovano di fronte alla sede del NV-A, il partito nazionalista fiammingo. Fonti dello stesso partito poco fa hanno smentito un incontro tra lo stesso Puigdemont e il leader dell’NV-A, Geert Bourgeois.