IN QUARTIERE ZEN STACCATO BUSTO. GENTILONI, ‘MISERI VIGLIACCHI’. APERTA UN’INCHIESTA
A pochi giorni dall’anniversario della strage di via D’Amelio, due atti vandalici nelle scuole di Palermo hanno oltraggiato l’immagine di Giovanni Falcone. Il primo raid allo Zen, proprio nella scuola intitolata al magistrato ucciso dalla mafia: la statua con il volto di Falcone e’ stata staccata dal busto e usata come ariete per rompere il muro dell’istituto. Nel pomeriggio una seconda incursione, questa volta nella scuola Alcide De Gasperi, dove e’ stato bruciato un cartellone con l’immagine del giudice. Due episodi che hanno suscitato un coro indignato di reazioni da parte di tutto il mondo politico e istituzionale. ”Oltraggiare la memoria di Falcone e’ una misera esibizione di vigliaccheria”, ha subito scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
E’ stata danneggiata la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola Falcone-Borsellino a Palermo. Alla statua e’ stata staccata la testa e un pezzo del busto usati poi come ariete contro il muro dell’istituto scolastico. Sulla vicenda e’ stata aperta una indagine.
‘Sono costernata da un episodio di vandalismo che per la seconda volta colpisce un baluardo di legalità in un quartiere estremamente sensibile della nostra città. Sono accanto agli studenti e ai cittadini del quartiere che credono e si battono nel nome di Giovanni Falcone e che fino allo scorso 23 maggio hanno portato la loro rappresentanza in piazza Magione a onorare il nome di Giovanni e Paolo”. E’ quanto dichiara in una nota Maria Falcone, sorella di Giovanni, commentando il grave atto vandalico alla scuola Falcone di Palermo, dove alla statua del giudice sono stati staccati la testa e un pezzo del busto. “Non ci arrenderemo mai e la statua risorgerà più bella di prima – assicura – ma chiedo alla autorità di pubblica sicurezza di garantire per il futuro un presidio adeguato a un monumento simbolo della nostra città”.
“Oltraggiare la memoria di Falcone è una misera esibizione di vigliaccheria”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
“Oltraggiare la memoria di Falcone non basterà a oscurare la sua grandezza. A Palermo gesto ignobile e vigliacco”. Lo scrive in un tweet la presidente della Camera, Laura Boldrini.
“Giovanni Falcone è simbolo di dignità, giustizia e onestà. Qualità che chi ha compiuto questo vile gesto non ha”. Lo scrive su Twitter la ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro.
Sdegno, rabbia e rammarico per il gravissimo episodio accaduto oggi a Palermo. La memoria di Giovanni Falcone non potrà essere scalfita in nessun modo da alcuno. Proprio dalla sua memoria e dalla scuola, che con quel gesto vile è stata offesa, è iniziata la riscossa del popolo italiano e siciliano contro la mafia. Una battaglia lunga e impegnativa che sta vedendo e vedrà le mafie sconfitte”. Lo afferma in una nota il ministro della Giustizia Andrea Orlando.
”L’oltraggio alla statua di Giovanni Falcone è triste e vergognoso. A 25 anni della strage di Capaci questo scempio ci ricorda che a Palermo la mafia c’è e si sente ancora forte. A questa esibizione di mafiosità occorre reagire e non permettere che l’indifferenza calpesti la memoria del sacrificio del giudice Falcone. La città faccia sentire la sua ribellione e la sua vicinanza ai martiri della lotta alla mafia”. Lo dichiara in una nota Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia.
“Ancora oggi, dopo tanti anni dalla sua morte, la memoria di Giovanni Falcone fa paura. E lo dimostra quanto e’ accaduto oggi a Palermo”. L’Associazione Nazionale Magistrati “condanna duramente” il gesto vandalico ai danni della Statua del giudice Falcone. “Noi – continua la nota dell’Anm – non dimentichiamo e continuiamo a tenere vivo il suo ricordo condannando con fermezza questi atti incivili che sono un oltraggio all’eredita’ che ci ha lasciato. Come sosteneva Giovanni Falcone: la cultura della legalita’ e’ la strada giusta per combattere le mafie, e noi proseguiremo su questo percorso. Non bisogna abbassare la guardia e il danneggiamento della Statua lo dimostra. Continueremo ostinatamente- conclude la nota dell’Associazione Nazionale Magistrati – a coltivare il ‘vizio della memoria’”.
IL PUNTO – Sfregio alla memoria di Giovanni Falcone: in un raid vandalico allo Zen di Palermo, ignoti hanno staccato la testa e una parte del busto della statua del magistrato ucciso dalla mafia che si trova davanti alla scuola a lui intitolata, e l’hanno utilizzata come ‘ariete’ per sfondare il vetro superiore della porta d’ingresso dell’edificio. L’attacco ha suscitato un’ondata di sdegno anche perche’ piu’ volte l’istituto era stato oggetto di raid vandalici e lo stesso monumento era stato imbrattato e lesionato. Gli uomini della Polizia Scientifica e del commissariato San Lorenzo hanno eseguito i rilievi l’indagine e’ difficile perhe’ il sistema di videosorveglianza dell’istituto non funziona da tempo. Si e’ detta “sconvolta” e “addolorata” la dirigente della scuola Daniela Lo Verde: “E’ un’immagine terribile, una cosa che fa molto male, ma non fermiamo il nostro impegno”. “Oltraggiare la memoria di Falcone e’ una misera esibizione di vigliaccheria”, ha scritto subito su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Ma “non bastera’ a oscurare la sua grandezza. A Palermo gesto ignobile e vigliacco”, ha twittato la presidente della Camera Laura Boldrini. “Di notte, contro la statua di Giovanni, dentro una scuola. E’ difficile immaginare qualcosa di piu’ vile e squallido”, ha scritto su Facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso: “Se e’ un avvertimento mafioso sarebbe una prova di debolezza, non di forza; se invece si trattasse del gesto di una banda di vandali sarebbe l’ulteriore conferma che dobbiamo ripartire dalla scuola”. Sconcertata si e’ detta la sorella del giudice, Maria Falcone che lancia una dolorosa provocazione: “Questa statua – ha detto all’Agi – e’ un segno importante in un quartiere ad alta densita’ mafiosa. Non posso che constatare che la parte marcia del quartiere continua a essere forte a scapito della gente perbene. A questo punto dopo quello che e’ successo alla statua di Giovanni, bisognerebbe mettere nella piazza centrale del rione un monumento a Messina Denaro per assicurarne l’incolumita’…”.
Nel pomeriggio una seconda incursione, questa volta nella scuola Alcide De Gasperi, dove e’ stato bruciato un cartellone con l’immagine del giudice.