Il presidente Usa Trump, ribadisce: ‘il nostro Paese ha bisogno di confini forti e di controlli rigidi, adesso. Guardate a quello che sta succedendo in Europa e, anzi, in tutto il mondo un caos orribile!’. Ma lo stop all’accoglienza da sette paesi islamici si allarga. Anche i Repubblicani mettono in guardia il Presidente: ‘le nostre fonti migliori contro il terrorismo islamico sono i musulmani. Serve attenzione’. Caos e proteste negli aeroporti. L’Europa, con i suoi leader, si schiera contro la scelta del presidente americano. Gentiloni: ‘l’Italia e’ ancorata ai propri valori. Societa’ aperta, identita’ plurale, nessuna discriminazione. Sono i pilastri dell’Europa’. Anche l’Iran protesta contro ‘inaccettabili discriminazioni’. Minniti: ‘l’equazione tra immigrazione e terrorismo e’ sbagliata e inaccettabile’.
New York, Boston, Washington, Los Angeles, Washington e molte altre città americane sono nuovamente diventate scenario di grandi proteste contro il presidente Donald Trump, a causa del suo ordine sull’immigrazione. Nella maggioranza dei casi le manifestazioni sono state appoggiate dalle autorità locali, che si oppongono ai divieti di ingresso negli Usa ai rifugiati e ai cittadini di vari Paesi a maggioranza musulmana. Se venerdì e sabato le proteste si sono concentrate negli aeroporti, oggi molti americani sono scesi nelle strade per chiedere la cancellazione delle misure.
A New York oltre 10mila persone, secondo i dati del municipio, si sono radunate a Battery Park, luogo dove venivano ricevuti gli immigrati per buona parte del ‘900 e da cui partono le barche per la Statua della libertà e per Ellis island, simbolo dell’immigrazione nel Paese. Presente anche il sindaco Bill de Blasio, che ha criticato duramente le misure mettendo in guardia sui pericoli che esse comportano. Sono intervenuti anche vari leader democratici, come il senatore Chuck Schumer e il governatore Andrew Cuomo, che ha annunciato in conferenza stampa che lo Stato darà assistenza legale alle persone trattenute al loro arrivo negli aeroporti. La manifestazione a Manhattan è stata convocata da varie organizzazioni per i diritti civili e di difesa dei migranti, che hanno indetto proteste anche in altre grandi città del Paese dove il sostegno a Trump è molto limitato.
A Washington, una vasta folla si è radunata davanti alla Casa Bianca e poi ha marciano fino al Campidoglio. A Boston, migliaia di manifestanti hanno riempito una piazza rispondendo all’appello del Council on American-Islamic Relations. “Ci sentono a Washington? A Boston ci alziamo con forza per appoggiare e proteggere TUTTA la nostra gente”, ha scritto su Twitter il sindaco, Marty Walsh. Le proteste continuano anche in molti aeroporti, come il Dulles di Washington e quelli di Los Angeles, San Francisco, Miami, Filadelfia, Detroit, Atlanta e Minneapolis-St. Paul.
I procuratori generali (l’equivalente dei ministri della Giustizia) di 15 Stati americani più il distretto di Columbia hanno diffuso una dichiarazione nella quale condannano l’ordine esecutivo di Donald TRUMP sul bando ai musulmani. Lo definiscono “non americano e illegale”, si dicono fiduciosi che verrà bocciato nei tribunali e affermano che “useranno tutti gli strumenti dei nostri uffici per contrastare questo ordine incostituzionale”. Fino a quando non sarà annullato dai tribunali, “lavoreremo per assicurare che il minor numero possibile di persone soffra per la situazione caotica che ha creato”. “La libertà religiosa – affermano ancora i 16 procuratori di stati tra cui California, New York e Pennsylvania (quest’ultimo dove, a sorpresa, ha vinto TRUMP al voto di novembre, ndr) – è sempre stata e sempre sarà un principio basilare del nostro Paese e nessun presidente può cambiare questa verità”.
Il Canada offrirà un permesso di permanenza temporanea alle persone bloccate come conseguenza dell’ordine esecutivo sull’immigrazione del presidente americano Donald Trump, che impedisce l’ingresso negli Usa a chi provenga da sette Paesi a maggioranza musulmana. Lo ha fatto sapere il ministro all’Immigrazione canadese, Ahmed Hussen.
“Concederemo di nuovo i visti a tutti i Paesi, una volta che saremo sicuri di aver rivisto e applicato le più sicure politiche, durante i prossimi 90 giorni”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tentando di smorzare così le durissime proteste e condanne per il suo ordine sull’immigrazione, in cui ha imposto duri limiti all’ingresso dei rifugiati e bandito dall’ingresso negli Usa i cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana. “Per esser chiaro, questa non è una messa al bando dei musulmani, come i media falsamente riportano”, ha aggiunto Trump. “Non si tratta di religione, si tratta di terrorismo e di tenere sicuro il nostro Paese”, ha proseguito.
Centinaia di migliaia di persone hanno già firmato la petizione con la quale si chiede di cancellare la visita di Donald TRUMP in Gran Bretagna che dovrebbe tenersi nella tarda primavera per protestare contro il ‘bando sui musulmani’. Intitolata “Impedire a Donald TRUMP di fare la visita di Stato nel Regno Unito”, la petizione aveva raggiunto oltre 470mila firme poco prima delle 20 ora italiana. Secondo la legge britannica, le petizioni che superino le 100mila firme devono essere prese in considerazione per un dibattito in Parlamento. “La ben documentata misoginia di Donald TRUMP – si legge tra l’altro nel testo della petizione – e la sua volgarità lo rendono inadeguato dall’essere ricevuto da sua Maestà la Regina o dal principe di Galles”. Il presidente degli Stati Uniti ha accettato un invito a recarsi in Gran Bretagna della regina Elisabetta in occasione della visita che venerdì scorso la premier britannica Theresa May ha fatto alla Casa Bianca.