Continuano a suscitare polemiche le affermazioni con cui mercoledi’ Debora Serracchiani ha condannato un fatto di cronaca della serata di martedi’ a Trieste. “La violenza sessuale e’ un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor piu’ inaccettabile quando e’ compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”, aveva detto la presidente del Friuli Venezia Giulia commentando un tentativo di stupro ai danni di una minorenne da parte di un cittadino iracheno richiedente asilo. “In casi come questi riesco a capire il senso di rigetto che si puo’ provare verso individui che commettono crimini cosi’ sordidi. Sono convinta che l’obbligo dell’accoglienza umanitaria non possa essere disgiunto da un altrettanto obbligatorio senso di giustizia, da esercitare contro chi rompe un patto di accoglienza”, aveva aggiunto l’esponente Pd auspicando per casi come questo “l’espulsione dal nostro Paese, ovviamente dopo assolta la pena. Se c’e’ un problema di legislazione carente in merito bisogna rimediare”.
Da Facebook e’ Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla Camera, a commentare dicendo che “qui non si tratta, solamente, della deriva di un partito, che mi interessa meno. Ma dello scivolamento di un intero Paese sul piano della civilta’, innanzitutto nell’uso delle parole. Spero che qualcuno fermi questo delirio”. Anche Maria Cecilia Guerra, capogruppo Mdp al Senato, esprime vicinanza e solidarieta’ alla ragazza che ha subito il tentativo di stupro, ricorda che “la violenza sessuale e’ un atto odioso e ripugnante sempre, e il movimento delle donne ha lottato vent’anni proprio perche’ fosse definito un reato grave contro la persona, ottenendo una legge solo nel 1996” per poi censurare come “sbalorditivo, dunque, che, nel commentare l’accaduto, la presidente Debora Serracchiani abbia bisogno di cercare aggravanti ulteriori ad un fatto che, per sua stessa natura, non puo’ averne alcuna. Che il presunto colpevole sia italiano o straniero non fa e non deve fare alcuna differenza. Non e’ accettabile che si possa pensare ad una graduatoria della gravita’ nei casi di stupro, non solo perche’ non e’ accettabile assolutamente nessuno stupro, ma anche perche’, come i dati ci dimostrano, la stragrande maggioranza di questo orrendo reato e’ compiuto da italiani e spesso fra le mura domestiche o nell’ambito di relazioni preesistenti. Il clima sociale e i reati contro la liberta’ delle donne sono in una situazione gia’ estremamente critica e un malcelato razzismo non puo’ che peggiorarla”.
“E Matteo Salvini saluta l’ingresso di Debora SERRACCHIANI nella Lega Nord. Spero la candidi lui, perche’ se la candida ancora il Pd, significa che il Pd e’ diventato la Lega Nord”. Lo scrive su twitter Roberto Saviano.
“Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarieta’ alla ragazza che ha subito un tentativo di stupro la sera del 9 maggio a Trieste. La violenza sessuale e’ un atto odioso e ripugnante sempre, e il movimento delle donne ha lottato vent’anni proprio perche’ fosse definito un reato grave contro la persona, ottenendo una legge solo nel 1996”. Lo dichiara in una nota Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1 – Movimento Democratico e progressista al Senato. “E’ sbalorditivo dunque che, nel commentare l’accaduto, la Presidente Debora Serracchiani abbia bisogno di cercare aggravanti ulteriori ad un fatto che, per sua stessa natura, non puo’ averne alcuna – ha sottolineato Guerra – Che il presunto colpevole sia italiano o straniero non fa e non deve fare alcuna differenza”. “Non e’ accettabile che si possa pensare ad una graduatoria della gravita’ nei casi di stupro, non solo perche’ non e’ accettabile assolutamente nessuno stupro, ma anche perche’ – come i dati ci dimostrano – la stragrande maggioranza di questo orrendo reato e’ compiuto da italiani e spesso fra le mura domestiche o nell’ambito di relazioni pre-esistenti – ha concluso l’esponente di Articolo 1.
“Siamo sconcertati da questa dichiarazione ufficiale di DeboraSERRACCHIANI, governatrice del Friuli Venezia Giulia, a commento dello stupro avvenuto a Trieste. Questo quanto scrive: ‘La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese’. I ‘ma’ e gli ‘ancor più’ non sono accettabili. E i ‘socialmente’ e ‘moralmente’ ugualmente ingiustificabili. È ‘più’ accettabile, più ‘socialmente’ e ‘moralmente’ accettabile quella di un compagno, di un amico, di un marito, un vicino di casa, un compaesano? La lista potrebbe continuare. I reati e delitti hanno forme e aggettivi diversi a seconda di chi li fa? La violenza e la violenza su una donna, è sempre inaccettabile e non si pesa”. E’ quanto si legge in una nota di alcuni consiglieri del Pd a palazzo Marino, firmata da Paola Bocci, Natascia Tosoni, David Gentili, Simonetta D’Amico, Sumaya Abdel Qader, Diana De Marchi, Elena Buscemi, Angelica Vasile, Angelo Turco.
“Lo stupro e’ un reato grave e crudele sempre, e’ inaccettabile pensare di poter stabilire delle graduatorie in base alle quali e’ piu’ grave quello commesso da un rifugiato, come nelle dichiarazioni della presidente Serracchiani“, scrive su Facebook la deputata Mdp Roberta Agostini. “Sappiamo molto bene – prosegue – che la maggior parte delle violenze avvengono in famiglia e da parte di mariti e compagni, che sono commesse da uomini di qualunque estrazione sociale o provenienza geografica. O forse si pensa che le violenze che avvengono tra le mura domestiche, magari ad opera di italiani benestanti sono meno gravi? Abbiamo combattuto per leggi che riconoscessero la dignita’ e la liberta’ delle donne e che perseguissero la violenza, sempre ‘socialmente e moralmente’ inaccettabile, a prescindere da chi la compie”. “Nel tentativo di inseguire le paure ed i sentimenti peggiori del paese – conclude – si scivola su un terreno becero e sbagliato”.
“Stupro sempre da condannare. Con stesso rigore. A prescindere da colore della pelle, nazionalità o estrazione sociale #Serracchiani“. Così il senatore Pd Francesco Russo su twitter dopo la polemica scatenata dalle parole di Debora Serracchiani.