ORFINI: SIETE COME LEGA E CASA POUND. SALVINI: ORA I FATTI
Ancora polemiche sui migranti: la Lega guarda a Grillo e dice che dopo le parole devono venire i fatti. Leader del M5s: che due mandati e il no alle alleanze sono principi inderogabili. Per la sindaca Raggi la capitale fa la sua parte ma servono regole, e il movimento insiste: stop a nuovi arrivi. Per il Viminale non c’e’ una emergenza, Di Maio attacca Minniti che ricevera’ Raggi e sosterra’ il principio dell’accoglienza diffusa nei comuni. Orfini: ‘Grillini sui migranti come Lega Nord e Casapound’; Renzi: italiani piu’ garantiti da Minniti che da Di Maio. Manovra, il governo chiede il voto di fiducia.
Ancora polemiche sui migranti dopo che ieri la sindaca di Roma Raggi ha chiesto una moratoria agli arrivi. Il Viminale risponde che non c’e’ una emergenza, Di Maio attacca: ‘Minniti non ha capito in che paese sta: ci deve dare una mano e se dice il contrario e’ fuori dal mondo, lui, Pd e Governo’. Salvini manda a dire a Grillo che alle parole devono seguire i fatti. Il Pd Orfini dice che ‘la posizione dei grillini sui migranti e’ identica a quella della Lega Nord e Casapound; la nostra diametralmente opposta’. Cinque Stelle a Roma insistono: ondata imponente, stop nuovi arrivi. Save the Children: in 5 anni e’ triplicato numero dei migranti bambini giunti in Italia da soli.
Sul tema dei migranti il Movimento cinque stelle va alla battaglia: l’emergenza c’è eccome e se Minniti o il Pd non la riconoscono “sono fuori dal mondo”. E’ il vice presidente della Camera ed esponente Di spicco dei Cinquestelle Luigi Di Maio a difendere e a rilanciare la posizione presa ieri dal leader Beppe Grillo e dalla stessa sindaca Di Roma Virginia Raggi con lo stop all’accoglienza a nuovi migranti a Roma, a cui il Viminale ha invece chiesto Di continuare a fare il proprio dovere. “Minniti non ha capito in che paese sta – attacca Di Maio -: c’è una seria emergenza, ci deve dare una mano e se dice il contrario è fuori dal mondo, lui, il Pd e il Governo”. Per Di Maio, “il vero problema è che i rimpatri non si fanno perchè l’accoglienza in Italia è un business”. Ce n’è anche per l’Ue, Di cui Di Maio parla durante un incontro con i 27 ambasciatori europei chiedendo “subito un cambio Di rotta”: “I Paesi europei devono sapere che l’Italia sarà nell’Ue nel momento in cui l’Unione europea sarà utile per gli italiani. Sul tema della migrazione questo è il momento più importante per rendere l’Unione utile agli italiani. L’Italia come paese deve fare la sua parte ma non può essere la sola a farla”, ribadisce. Dunque, precisa Di Maio, “se non si risolve il problema dell’immigrazione gli italiani si conviceranno sempre Di più che la Ue non serve a niente. Noi siamo una pentola a pressione come Paese e, se non togliamo il coperchio, salta. Quindi dobbiamo superare il regolamento DiDublino 3 e dobbiamo accendere i fari sulle Ong”. Sulla questione immigrazione a Di Maio ribatte il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato tornando sulla “sconfitta del Movimento cinque stelle alle elezioni amministrative” e sul tentativo Di parlare d’altro. “I Cinquestelle si inventano una alleanza politica con la Lega non per risolvere i problemi perchè non hanno soluzioni ma solo per fare polemica – sostiene Rosato -. Che il sindaco Raggi impari da Minniti come si affronta il problema dell’immigrazione, a Roma non esiste un’emergenza migranti”. Al centro dei colloqui Di Di Maio con gli ambasciatori europei ci sono stati anche i vincoli europei che il Movimento chiede Di abbattere. In questo modo – è il ragionamento che, a quanto si apprende, è stato fatto – si permetterebbe all’Italia Di poter spendere a deficit e investire risorse per lavoro, imprese e Welfare: via, dunque, il fiscal compact, via il pareggio Di bilancio in Costituzione. Tra gli argomenti trattati nell’incontro anche quello della difesa comune europea sulla quale Di Maio ha ricordato che il Movimento è disposto alla realizzazione Di un esercito unico europeo ma solo per operazioni Di peacekeeping.