Il professore Gyorgy Vigh e la moglie Erika, ricoverati all’ospedale Borgo Trento, a Verona, faranno ritorno in Ungheria gia’ oggi a bordo di un aereo di Stato fatto giungere nella citta’ scaligera da Budapest. Sono ormai consapevoli di aver perso i due figli nel rogo. I coniugi erano a bordo del pullman andato a fuoco in A4 venerdi’ notte. Fara’ ritorno in patria oggi anche il ferito che era in ortopedia. Negli ospedali veronesi restano tre persone, due non ancora identificate. Rientrano a casa anche gli studenti che erano a bordo del pullman.
E’ di 16 morti, un ferito in coma, 12 feriti gravi, 13 feriti leggeri e 12 persone illese il bilancio ufficiale dell’incidente avvenuto nella notte sulla A4 nei pressi di Verona, dove un pullman carico di studenti ungheresi di ritorno a casa da una settimana bianca in Francia ha preso fuoco dopo avere urtato il pilone di un ponte. Dopo l’impatto alcuni ragazzi (molti stavano dormendo) sono stati sbalzati all’esterno, altri sono rimasti dentro il mezzo che si e’ incendiato. Quelli seduti dietro si sono messi in salvo rompendo i finestrini, alcuni sono stati salvati da un professore che ha sfidato le fiamme per tirarli fuori ed ora e’ in ospedale. I sopravvissuti raccontano che il bus si e’ trasformato in una ‘trappola di fuoco’. Si indaga sulle cause, un camionista riferisce: ‘Aveva problemi a una ruota’.
La procura di Verona ha aperto un fascicolo contro ignoti dopo l’incidente dell’autobus ungherese andato distrutto stanotte sull’A4 dopo uno scontro con un pilone dell’autostrada in cui sono morte 16 persone; l’ipotesi di reato e’ omicidio colposo plurimo stradale. Obiettivo degli inquirenti stabilire cause e responsabilita’ dell’incidente, dove, oltre alle vittime, sono rimaste ferite 26 persone. Sul mezzo viaggiavano 56 persone; 13 i feriti piu’ gravi, mentre 13 sono piu’ leggeri.
I feriti del terribile incidente stradale di questa notte in Veneto sono in questo momento curati ed assistiti in tre diversi nosocomi della regione. Il rapporto stilato dalle autorità sanitarie della Regione Veneto indica, infatti, che all’Ospedale di San Bonifacio sono stati 10 i feriti trattati, per fortuna nessuno grave. Tutti sono stati dimessi. All’Ospedale di Borgo Roma sono giunti, invece, altri 10 feriti, 8 dei quali medicati e dimessi e due più gravi e, quindi, ancora ricoverati. A Borgo Trento i pazienti trattati sono, infine, 7. Per tre di loro la prognosi è riservata. L’età dei feriti varia da 9 a 58 anni.
Non e’ in pericolo di vita il professor Giorgio Vigh, insegnante di educazione fisica del liceo classico Szinnyei di Budapest, che la notte scorsa e’ entrato piu’ volte nel pullman in fiamme per trarre in salvo alcuni dei passeggeri. Il docente, ricoverato con gravi ustioni diffuse alla schiena, secondo quanto si e’ appreso, dopo essersi messo in salvo con altri occupanti del veicolo e’ tornato all’interno e ha trascinato verso l’estero ad uno ad uno alcuni suoi studenti che erano rimasti bloccati nel pullman in fiamme. Altri gesti di solidarieta’, durante le concitate fasi dei soccorsi, si sono avuti tra gli uomini della Polstrada e dei vigili del fuoco, quando hanno trovato i ragazzi in maniche corte e a piedi nudi poco lontano del pullman avvolto dal fuoco. Li hanno rivestiti con i loro giubbotti e i loro stivali portandoli poi nella sede della Polstrada di Verona Sud.
Sono ventisette i feriti soccorsi dai mezzi del Suem 118 e delle strutture sanitarie veronesi a seguito dell’incidente stradale che ha coinvolto un pullman in prossimita’ dell’uscita di Verona Est, sull’autostrada A4. Tutti sono stati ricoverati negli Ospedali Borgo Trento e Borgo Roma dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata e all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio, dell’Ulss Scaligera. “Si e’ trattato di una delle peggiori sciagure della storia della viabilita’ veneta e il primo addolorato pensiero va alle famiglie delle tante vittime e dei feriti, ai quali auguro di cuore una prontissima guarigione – dice il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – ma e’ giusto anche ringraziare i soccorritori e tutti i sanitari dei tre ospedali veronesi per la prova di efficienza e professionalita’ che hanno affrontato con successo. Soccorrere, trasferire e curare 26 persone che sono state portate negli ospedali pressoche’ contemporaneamente non e’ cosa facile se non hai un’organizzazione pronta ed efficiente che lega il Suem 118 ai pronto soccorso e ad equipe sanitarie all’altezza. A tutti va la nostra riconoscenza”. Il rapporto stilato dalle autorita’ sanitarie della Regione Veneto indica che all’Ospedale di San Bonifacio sono stati 10 i feriti trattati, nessuno grave. Tutti sono stati dimessi. All’Ospedale di Borgo Roma sono giunti 10 feriti, 8 dei quali medicati e dimessi e due piu’ gravi ricoverati. A Borgo Trento i pazienti trattati sono 7. Per tre di loro la prognosi e’ riservata. L’eta’ dei feriti varia da 9 a 58 anni.
Moro, alto quasi due metri, magrissimo, dinoccolato, 17anni: e’ uno dei giovani studenti sopravvissuti dello schianto del Bus ungherese a Verona Est. E’ assieme al padre, giunto in mattinata da Budapest a riprenderlo. Il suo e’ il racconto ancora frammentario di chi ha visto la morte in faccia. “Ero seduto nella parte posteriore del pullman. Abbiamo sentito il pullman sbandare – racconta – il rumore delle ruote di destra che correvano fuori di strada e una lunga strisciata. Poi un gran botto. Le porte del pullman si sono bloccate e con un mio amico abbiamo allora preso un martelletto e rotto il vetro del finestrino. Da li’ siamo usciti”.