EX DG LO COMUNICA A PADOAN, SI CERCA UNA FIGURA BIPARTISAN
Antonio Campo Dall’Orto si e’ dimesso da direttore generale della Rai. Il manager ha comunicato la propria decisione al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in un incontro di circa un’ora e mezza a via XX settembre. Ora formalizzera’ la sua scelta in consiglio di amministrazione. Si cerca per la successione un traghettatore che assicuri una gestione oculata dell’azienda, garantendo i risparmi chiesti a piu’ riprese e dia garanzie sulla tornata elettorale alle porte.
Campo Dall’Orto rimette il mandato e Padoan ne prende atto. A quattro giorni dalla bocciatura del piano dell’informazione e delle news da parte del Consiglio di amministrazione della Rai, il direttore generale lascia viale Mazzini. Dopo oltre un’ora e mezza di colloquio nella sede del Mef in via XX Settembre, il titolare del Tesoro “in un incontro molto cordiale” si legge in una nota “ha preso atto della decisione di Antonio Campo Dall’Orto di rimettere il suo mandato di Direttore generale Rai”. A questo punto, quindi, la palla passa a Padoan che non può di certo entrare nella gestione diretta di ‘Mamma Rai’, ma in qualità di azionista di maggioranza (il Mef detiene il 99,9% delle azioni, ndr) non può ignorare l’attuale situazione del servizio pubblico televisivo.
Al momento si dà per certo che il dg dimissionario non preparerà gli scatoloni in tempi brevi, anzi molto probabilmente rimarrà fino al 2 giugno per rispettare alcune scadenze fondamentali per evitare la paralisi dell’azienda. Sul tavolo molte questioni da risolvere prima di lasciare definitivamente il ruolo, che è soggetto a un complicato iter per la nuova nomina. Fra tutti il nodo compensi degli artisti, che deve essere sciolto in modo tale da derogare al tetto fissato dei 240 mila euro annui, per non perdere nomi come Fabio Fazio, Bruno Vespa e Alberto Angela. Trovata la soluzione, che sarà affrontata in un cda la prossima settimana, si potranno completare i palinsesti 2017-2018 che saranno presentati il 28 giugno a Milano e il 4 luglio a Roma. Intanto è già partito il toto-nomi per il prossimo dg e per il momento in pool resta Paolo del Brocco, al momento impegnato in RaiCinema. Nulla trapela invece sul futuro di Dall’Orto, che potrebbe anche rimane in Rai con altro incarico.
L’affair Campo Dall’Orto non risparmia polemiche. il primo ad attaccare come è stata gestita la crisi aziendale è proprio il presidente della Vigilanza Rai che chiede a chiare lettere l’azzeramento del Cda. “Ora non credano di potersi lavare le mani. E’ evidente che le dimissioni di Campo dall’Orto costituiscono un fallimento di Matteo Renzi e del Pd, che insieme al Paese ha lasciato in balia del nulla anche la Rai, dimostrando per l’ennesima volta tutta la sua imperizia e incapacità di governance” scrive. “A questo punto – aggiunge – è evidente che dopo le dimissioni di Dall’Orto dovrebbero arrivare anche quelle di tutto il cda, sempre che qualcuno non stia gia’ programmando l’ennesimo inciucio”. Anche Fnsi e Usigrai denunciano il fallimento della politica aziendale degli ultimi due anni: “Antonio Campo Dall’Orto non è l’unico responsabile del fallimento di questi 2 anni di mandato. Pertanto dopo le sue dimissioni, dovrebbero arrivare quelle della Presidente e del Consiglio di Amministrazione”.