Il terrorismo “non cessa di mietere vittime innocenti e i recentissimi attentati in Giordania, Turchia, Egitto e Nigeria sono soltanto le ultime testimonianze di questa drammatica catena di estremismo e di furia distruttrice”. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel consueto appuntamento degli auguri di Natale e di fine anno al corpo diplomatico al Quirinale, parla di terrorismo, proprio nelle ore in cui ad Ankara viene assassinato l’ambasciatore russo, Andrey Karlov.
Il Capo dello Stato sottolinea che “l’anno che si sta chiudendo ha visto, purtroppo, confermate alcune preoccupanti tendenze all’instabilità” e feroci violenze. Tra queste spicca “l’agonia di Aleppo” che conferma come “le guerre odierne si combattano essenzialmente a spese dei civili, delle famiglie, dell’incolpevole infanzia – è una ferita per la coscienza di ciascuno di noi e suona testimonianza di come davvero il sonno della ragione generi mostri”.
Anche la questione migratoria è alimentata “da scenari di crisi, da marcate differenze nella distribuzione del benessere e da amplissimi differenziali demografici, costituisce una sfida irrisolta per le nostre coscienze e per le nostre società, sinora incapaci di elaborare risposte adeguate, sostenibili e durature”. E Mattarella definisce “inadeguati” i tentativi “di soluzione alle crisi” che rilevano di fatto “i limiti di un’azione internazionale che non riesce a ispirarsi a visioni lungimiranti; azione che lungi dall’essere il risultato di volonta’ condivise e avvedute, rappresenta piuttosto il frutto di una sommatoria, spesso incoerente, di ambizioni di corto respiro”. Per l’Italia occorre mantenere saldi “i punti di riferimento tradizionali – integrazione europea e rapporto transatlantico” che continuano “a rappresentare ancoraggi internazionali solidissimi e fonte di elaborazione e ispirazione anche per il futuro”.
Nel 2017 “l’Italia sarà presidente di turno del G7 e membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In linea di coerenza e di continuità con le direttrici fondamentali della nostra politica estera, intendiamo svolgere questi compiti con la responsabilità con cui abbiamo sempre cercato di caratterizzare l’azione internazionale del nostro Paese”. L’appuntamento a Roma sarà, sottolinea Mattarella “un momento di riflessione e di verifica del sessantesimo anniversario dei Trattati istitutivi delle Comunità europee” e “non dobbiamo dimenticare, nemmeno per un momento, quello che l’Unione ha rappresentato in questi anni e che, troppo spesso, viene dato per scontato senza più considerarne la portata storica: un’istituzione politica che ha promosso pace, prosperita’ e crescita economica e sociale per piu’ di 60 anni, nel continente europeo e intorno a esso”.