DISPONIBILE INCONTRARE GOVERNO,NO PREGIUDIZI SU SCORPORO RETE
Le Fiamme Gialle di Milano, con la Gendarmeria di Parigi, hanno perquisito gli uffici di Vivendi e della banca d’affari Natixis, nella capitale francese per verificare se, come ipotizza Fininvest nel suo esposto, Vivendi non abbia rispettato il contratto sull’acquisto di Premium per far crollare il titolo Mediaset e poi comprare azioni a prezzi bassi. Dai francesi, mano tesa al governo su Tim con le parole del presidente De Puyfontaine. Tuttavia, l’azienda precisa che ‘non e’ in agenda una separazione della rete, che e’ e rimane strategica per Tim’.
L’obiettivo di Vivendi e’ trovare la migliore decisione per Tim e per tutti i soggetti coinvolti nell’attivita’, ovvero governo, regolatori, clienti e Italia come Paese “perche’ l’azienda e’ qualcosa di molto importante per l’Italia”. Cosi’ l’ad del gruppo francese e presidente esecutivo di Tim, de Puyfontaine, spiega la strategia sul gruppo telefonico. E si dice disponibile ad incontrare esponenti del governo e dell’Autorita’ per illustrare la sua visione. Lo scorporo della rete? ‘Non ho pregiudizi su nulla’, e’ la replica.
“Le opportunita’ realizzate dalla convergenza sono un fattore primario dietro al nostro approccio strategico in Italia, che e’ centrale nella principale strategia di TIM, quella di creare un forte gruppo media focalizzato sull’Europa meridionale”. Arnaud de Puyfontaine, amministratore delegato Vivendi e presidente esecutivo TIM, lo dice dal palco dell’EY Capri digital summit. “Ci stiamo espandendo qui in Italia perche’ e’ un mercato dove vediamo una grande opportunita’ di sviluppare un’infrastruttura che consentira’ a pubblico e clienti di usare reti fisse e mobili per essere in grado di accedere e pagare per contenuti high quality”. La prima fase della digitalizzazione dei consumi tra reti inaffidabili e pirateria “ha ostacolato la capacita’ di monetizzare il digital entertainment”, spiega l’ad Vivendi, ma “compagnie come TIM hanno superato questi ostacoli usando due asset tecnologici chiave”, e cioe’ le connessioni ad alta velocita’ e la telefonia mobile. In tutto cio’, “la combinazione di disponibilita’ di smartphone e infrastrutture di rete veloci a banda larga hanno reso la convergenza una realta’”, conclude de Puyfontaine. reso In tutto cio’