Il presidente USA esclude l’invio di truppe, ma ipotizza l’utilizzo di jet americani come garanzia di sicurezza.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aperto alla possibilità di utilizzare aerei militari statunitensi per garantire la sicurezza dell’Ucraina, un’iniziativa che potrebbe porre fine al conflitto con la Russia senza un intervento diretto con truppe di terra. In un’intervista al “Daily Caller”, il presidente ha escluso categoricamente l’invio di soldati americani in territorio ucraino, ma ha suggerito che le garanzie di sicurezza per Kiev potrebbero includere pattugliamenti aerei congiunti con i partner europei.
“Non avremo truppe a terra né altro”, ha dichiarato Trump, sottolineando che l’obiettivo è offrire un aiuto aereo per fermare una guerra che, a suo dire, sta causando “da cinquemila a settemila soldati, per lo più giovani, che vengono uccisi ogni settimana”. Il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti sono pronti a contribuire, ma che il peso principale della missione dovrebbe essere sostenuto dagli europei.
Oltre a proporre un aiuto aereo, Trump ha anche affrontato il tema dei futuri negoziati di pace. Sebbene ritenga “improbabile” un incontro bilaterale tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha suggerito che un vertice trilaterale con la sua presenza potrebbe essere la chiave per sbloccare la situazione.
“Un bilaterale non lo so, ma un trilaterale accadrà”, ha affermato il presidente, pur riconoscendo che “a volte le persone non sono pronte” a fare un passo decisivo. Nonostante un passato tentativo di mediazione, avvenuto dopo un summit con Putin in Alaska, Trump ha ammesso che i suoi sforzi non hanno portato i risultati sperati. “Pensavo davvero che avremmo trovato una soluzione”, ha confessato, “mi sarebbe piaciuto molto che ci fosse stata”.
Di fronte alla continua ostilità, Trump ha offerto una visione pragmatica ma cupa del conflitto, affermando che russi e ucraini “forse devono continuare stupidamente a combattere ancora un po’”. Le sue parole suggeriscono una frustrazione per lo stallo attuale e la convinzione che una risoluzione immediata non sia ancora possibile.
Nel frattempo, la situazione sul campo di battaglia rimane tesa, con la notizia dell’uccisione a Leopoli dell’ex presidente del parlamento ucraino, un evento che la polizia locale ha definito di matrice russa. E mentre le potenze globali cercano un equilibrio diplomatico, l’attenzione si sposta anche verso il vertice della SCO in Cina, dove sono attesi leader come Putin, Xi Jinping, Modi ed Erdogan, che potrebbero discutere informalmente anche del futuro della guerra in Ucraina.