Fine dell’esperienza governativa per l’esecutivo tunisino guidato da Habib Essid. Ieri il parlamento tunisino DEL Bardo, riunito in seduta plenaria, ha negato la fiducia al premier con 118 voti contrari, 3 a favore e 27 astenuti. Inizieranno lunedi’ le consultazioni DEL capo dello Stato, Beji Caid Essebsi per la nomina di un premier incaricato a formare la futura squadra di governo, ha dieci giorni di tempo. Nel frattempo il governo di Habib Essid sfiduciato ieri in aula (con 118 voti contrari e solo 3 a favore) gestira’ solamente gli affari urgenti.
Inizieranno lunedi’ le consultazioni del capo dello Stato, Beji Caid Essebsi per la nomina di un premier incaricato a formare la futura squadra di governo. L’art. 89 della Costituzione tunisina gli concede dieci giorni di tempo. Nel frattempo il governo di Habib Essid sfiduciato ieri in aula (con 118 voti contrari e solo 3 a favore) gestira’ solamente gli affari urgenti in attesa dell’insediamento della nuova squadra che sara’, secondo il volere del presidente della Repubblica, che nel giugno scorso ha lanciato personalmente l’iniziativa, un governo di unita’ nazionale per essere in grado di accelerare le riforme, affrontare la grave crisi economica, la disoccupazione, e l’allarme sicurezza in Tunisia, Paese pesantemente colpito dal terrorismo islamico.
Il governo Essid e’ rimasto in carica dal gennaio 2015 a ieri con un rimpasto nel gennaio 2016, effettuato per rendere piu’ efficace l’azione del governo, mossa che evidentemente non ha avuto successo. Gia’ a giugno infatti i leader dei quattro partiti della coalizione (Nidaa Tounes, Ennhadha, Union Patriotique Libre e Afek Tounes) avevano annunciato la loro intenzione di sfiduciare il premier. Sara’ interessante vedere come verra’ ripartito il numero dei ministeri ai singoli partiti nel nuovo governo: l’islamico Ennhadha, ad esempio, primo attualmente in quanto numero di deputati in parlamento, seppur seconda forza politica del Paese, ha gia’ fatto sapere che pretendera’ una distribuzione dei posti nel governo secondo la propria rappresentanza in aula.