ESPLODE LA RABBIA DEGLI AGRICOLTORI: OLTRE 1000 TRATTORI A BRUXELLES, ABBATTUTA UNA STATUA DAVANTI ALL’EUROPARLAMENTO. COLLOQUIO MELONI ORBAN SUL CASO SALIS
Concluso il vertice straordinario. Michel: si attingerà’ al bilancio comunitario. Poco prima l’incontro Meloni-Macron-Scholz con Orban per convincere il premier ungherese. Zelenskyj: “Il piano Ue per la fornitura di fanteria e’ in ritardo”. * Ue: Orban, dopo le elezioni il mio partito nel gruppo Ecr.
L’Unione Europea ha concordato un pacchetto di aiuti da 50 miliardi di euro per l’ Ucraina dopo che il leader ungherese Viktor Orban si è convinto a rinunciare alla sua richiesta che i finanziamenti fossero soggetti a voti di conferma annuali. L’ Ucraina prevede di ricevere i primi pagamenti già a marzo e che pagherà “pensioni, stipendi e altri costi nei prossimi quattro anni”. In materia di affari esteri e bilancio, tutti gli stati membri dell’Unione Europea hanno un veto assoluto – una salvaguardia creata per proteggere i piccoli stati dall’essere schiacciati dai grandi – e il leader ungherese Viktor Orban ha sostenuto che non era nell’interesse degli europei prolungare la guerra, né donare una somma così ingente di denaro. Il compromesso ungherese offerto prevedeva, invece di firmare anni di aiuti per l’ Ucraina in una sola volta, di essere soggetto a riconferma ogni anno, fornendo ai capi di Stato regolari spunti di riflessione per la supervisione.
Il programma per l’ Ucraina – 33 miliardi in prestiti agevolati e 17 in sussidi da qui al 2027 – sarà dunque soggetto a un “dibattito annuale” e “se necessario fra due anni il Consiglio Europeo inviterà la Commissione a presentare una proposta di revisione” .
Prima del Consiglio vero e proprio si sono svolti dei mini-summit ristretti in cui i big – Francia, Italia e Germania – hanno lavorato di lima. Palazzo Chigi non ha nascosto “la soddisfazione” per aver saputo interpretare un ruolo da “protagonista” nella mediazione, riconosciuto dagli altri partner.
“Oggi abbiamo raggiunto un accordo sul nostro quadro finanziario pluriennale, che dimostra la leadership del Consiglio europeo e dell’Unione europea”, ed è un messaggio agli ucraini “sulla nostra determinazione a mobilitarci per sostenere la loro libertà e il loro futuro”, agli europei, “sulla nostra unità”, al presidente russo Vladimir Putin, per dirlgi “che non siamo intimiditi dalla sua aggressione, e infine anche “agli Stati Uniti”, che non hanno ancora potuto rinnovare il loro sostegno a Kiev. Lo ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel corso della conferenza stampa al termine del vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Ue svoltosi a Bruxelles.
Giorgia Meloni svela le richieste ufficiali dell’Italia dopo il colloquio privato a Bruxelles con il premier ungherese Viktor Orban, il quale viene così in parte sollevato da una diretta responsabilità sul caso Salis, l’insegnante milanese detenuta a Budapest. “Anche lì – spiega la presidente del Consiglio – vige l’autonomia dei giudici ei governi non entrano nei processi”. Quanto alla catene “accade in diversi Paesi, anche occidentali”, dice Meloni .
La statua dell’operaio Beaufort giace sul selciato di Place du Luxembourg davanti al Parlamento europeo. A Bruxelles va in scena l’assedio di oltre mille trattori. “Questa non è l’Ue che vogliamo”, è il grido del malcontento che si leva dagli oltre duemila manifestanti arrivati da mezzo continente. Le prime aperture annunciate dalla Commissione europea sui terreni a maggese e le tutele sull’import delle derrate a dazio zero dall’Ucraina non sono sufficienti. La richiesta delle principali singole del settore – con l’Italia rappresentata da Coldiretti – è di abbandonare i rigidi vincoli della nuova Pac e del Green Deal. Von der Leyen si impegna in prima persona con gli agricoltori, affiancata dal premier di Belgio e Olanda, Alexander De Croo e Mark Rutte, promettendo misure da presentare ai ministri già il 26 febbraio per “ridurre gli oneri amministrativi”.