Il Presidente Volodymyr Zelensky ridisegna la catena di comando dell’Ucraina in un momento cruciale del conflitto. Con un annuncio ufficiale il 2 gennaio, il tenente generale Kyrylo Budanov, volto simbolo dell’intelligence militare (HUR), è stato nominato nuovo Capo dell’Ufficio Presidenziale. La scelta di Budanov, 39 anni, segna una transizione netta verso una gestione dello Stato improntata alla sicurezza strategica e alla difesa.
La nomina di Budanov arriva per colmare il vuoto lasciato da Andriy Yermak, lo storico braccio destro di Zelensky rimosso a fine novembre a seguito del più grande scandalo di corruzione dall’inizio dell’invasione.
“L’Ucraina ha bisogno di maggiore concentrazione sulla sicurezza e sullo sviluppo delle Forze di Difesa”, ha dichiarato Zelensky, spiegando che l’Ufficio Presidenziale diventerà ora il motore principale per coniugare le operazioni sul campo con il difficile percorso diplomatico. Budanov ha accolto l’incarico definendolo “un’altra linea di responsabilità verso lo Stato” e promettendo di lavorare per una “pace giusta”.
Con lo spostamento di Budanov ai vertici della presidenza, Zelensky ha contestualmente nominato Oleh Ivashchenko come nuovo capo della Direzione principale dell’intelligence militare (HUR). A Ivashchenko spetterà il compito di proseguire le operazioni mirate a indebolire il potenziale bellico russo, mantenendo alto il livello di competenza che ha reso l’agenzia un pilastro della resistenza ucraina.
In un clima già teso per i rimpasti di governo, il Servizio di intelligence esterna (SZRU) ha diffuso un avviso urgente: il Cremlino starebbe pianificando una grave provocazione armata tra il 6 e il 7 gennaio, in coincidenza con il Natale ortodosso.
L’obiettivo: sabotare i negoziati di pace mediati dagli Stati Uniti. L’intelligence ucraina teme un attacco contro un edificio religioso o un sito simbolico (sia in Russia che nei territori occupati) con numerose vittime civili. Mosca intenderebbe fabbricare prove di responsabilità ucraina utilizzando frammenti di droni occidentali recuperati dal fronte per giustificare una nuova escalation militare.