L’attività diplomatica per porre fine al conflitto russo-ucraino accelera con negoziati a più livelli, mentre Kiev si trova ad affrontare contemporaneamente l’avanzata militare russa e un grave scandalo di corruzione.
Una delegazione ucraina guidata da Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale, ha tenuto colloqui a Miami con il Segretario di Stato USA Marco Rubio, l’inviato di Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner.
I colloqui, durati cinque ore e definiti “difficili” e “intensi” da fonti ucraine, si sono concentrati sulla definizione del confine de facto con la Russia nell’ambito di un potenziale accordo di pace.
Rubio ha definito l’incontro “produttivo, ma c’è ancora lavoro da fare.” Umerov li ha liquidati come “produttivi, un successo,” mentre Zelensky ha sottolineato l’importanza che il dialogo sia “costruttivo” e volto a garantire la sovranità ucraina.
Anche Donald Trump ha espresso ottimismo, parlando di “buone chance” per la pace, sebbene abbia notato che l’Ucraina non è in una posizione di forza, citando lo scandalo di corruzione che ha portato al licenziamento del braccio destro di Zelensky, Andriy Yermak.
Dopo Miami, Umerov volerà a Parigi per riferire i risultati a Volodymyr Zelensky, che oggi sarà ricevuto all’Eliseo dal Presidente francese Emmanuel Macron.
L’incontro tra i due leader si concentrerà sulla “situazione e le condizioni per una pace giusta e duratura,” basandosi sui colloqui di Ginevra e sul piano americano di 28 punti. La Francia, in stretta consultazione con i partner europei, vuole garantire che l’accordo tuteli gli interessi di Kiev.
Il piano originale USA, giudicato “altamente favorevole a Mosca,” prevedeva il ritiro ucraino da Donetsk e il riconoscimento de facto di Crimea, Donetsk e Luhansk come territorio russo, ma è stato modificato dopo le pressioni europee.
L’intensa fase diplomatica vedrà l’inviato americano Steve Witkoff partire oggi stesso per Mosca, dove incontrerà domani il Presidente Vladimir Putin. La mossa conferma il ruolo diretto di mediazione degli Stati Uniti.
La posizione di Putin, tuttavia, resta intransigente: il leader russo insiste sul fatto che la Russia non si fermerà finché non avrà il controllo dell’intera regione del Donbass.
Mentre si negozia, le pressioni militari di Mosca continuano: l’esercito russo avanza nell’est del Paese e un nuovo attacco con droni ha causato vittime nella periferia di Kiev. Allo stesso tempo, l’Ucraina ha rivendicato attacchi con droni navali contro petroliere della Flotta Fantasma russa nel Mar Nero, colpendo anche un terminal petrolifero nel porto di Novorossijsk.
A Parigi, il Ministro degli Esteri francese ha ribadito che Zelensky “ha tutta la legittimità per guidare l’Ucraina verso la pace” e ha sottolineato che l’iniziativa “Bring Kids Back,” patrocinata dalla moglie del Presidente ucraino, mira a riportare a casa i bambini ucraini “strappati alle loro famiglie dalla Russia,” un “efferato crimine di guerra” per cui Putin rischia un mandato di arresto.