L’ammiraglio Cavo Dragone al Financial Times: “Pensiamo a essere proattivi contro la guerra ibrida russa”. La dura replica del Cremlino.
La tensione tra la NATO e la Russia raggiunge un nuovo picco dopo le dichiarazioni del presidente del Comitato militare dell’Alleanza atlantica, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che ha aperto alla possibilità di risposte “più aggressive” alla guerra ibrida di Mosca. In un’intervista rilasciata al Financial Times, Cavo Dragone ha rivelato che la NATO sta esaminando l’opzione di essere “più aggressiva o proattiva invece che reattiva” contro i sabotaggi russi, le violazioni dello spazio aereo e gli attacchi informatici.
L’ammiraglio ha in particolare fatto discutere l’affermazione secondo cui anche “un attacco preventivo” potrebbe essere considerato “un’azione difensiva”, pur precisando immediatamente che tale opzione è “molto lontana dal nostro modo di pensare”. Ha inoltre sottolineato il successo della missione di deterrenza Sentinella del Baltico (Baltic Sentry), che a suo dire ha finora evitato incidenti.
Le parole di Cavo Dragone hanno immediatamente scatenato la dura reazione di Mosca. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Marija Zakharova, ha bollato le affermazioni sulla possibilità di un attacco preventivo come “un passo estremamente irresponsabile”.
“Consideriamo la dichiarazione… un tentativo deliberato di indebolire gli sforzi per risolvere la crisi ucraina, che dimostra la disponibilità dell’Alleanza a proseguire verso l’escalation”, ha dichiarato Zakharova, aggiungendo che tali toni smentiscono il “mantra” di Bruxelles sulla natura puramente difensiva dell’Alleanza. Un monito è arrivato anche dalla Lega in Italia, che sui social ha criticato i “toni bellici”, sostenendo che “gettare benzina sul fuoco” allontana la fine del conflitto.
Parallelamente alla nuova escalation verbale tra NATO e Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato ricevuto all’Eliseo dal presidente francese Emmanuel Macron per un ciclo di colloqui volti a definire una strategia negoziale per l’Ucraina.
Al centro del dibattito, il nodo irrisolto della sovranità territoriale. Zelensky è stato categorico: “Il nodo sono i territori, Mosca non può essere ricompensata” per l’invasione con la cessione di terra ucraina.
Ai colloqui hanno partecipato, in videocollegamento, anche altri leader europei. Il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha ribadito la necessità di una forte “convergenza Usa-Ue” come condizione fondamentale per raggiungere la pace.
Nel frattempo, la diplomazia internazionale prosegue i suoi sforzi: è previsto per domani un incontro al Cremlino tra Vladimir Putin e l’inviato speciale statunitense Witkoff, che in precedenza ha incontrato anche il ministro della Difesa ucraino Umerov in Florida. La complessa girandola di colloqui mira a trovare una mediazione, ora minacciata dalla crescente tensione militare.