Per arrivare alla liberalizzazione dei visti, la Turchia deve ancora soddisfare dei requisiti. E’ quanto emerge dalla relazione della Commissione Ue presentata dal commissario Avramopoulos: ‘Hanno dato risultati spettacolari, ma restano dei requisiti da soddisfare. La Turchia ha concordato di soddisfarli tutti’. Nuovo appello per accelerare sui ricollocamenti di profughi da Italia e Grecia e sui reinsediamenti dai Paesi terzi. L’Oim intanto fa sapere che dal 2014 sono triplicati gli arrivi in Italia di donne e minori vittime della tratta di esseri umani. In 5 mesi 3.400 migranti morti o dispersi.
La Turchia ha fatto dei “progressi” ma non rispetta ancora tutti i criteri necessari per essere esentata dai visti nello spazio Schengen, secondo un rapporto pubblicato oggi dalla Commissione europea. “I progressi sono continui”, rispetto al precedente rapporto pubblicato nel mese di maggio, ha stimato l’esecutivo Ue. Ma “la Turchia deve ancora soddisfare i rimanenti criteri stabiliti nella tabella di marcia”, ha dichiarato il commissario Dimitris Avramopoulos, responsabile del dossier migrazione. Ankara ha accettato di riprendere gli immigrati illegali in arrivo sulle isole greche dalle sue coste in cambio di aiuti europei e dell’abolizione dei visti per i suoi cittadini che viaggiano nella Ue.
Le dimissioni del capo della diplomazia europea ad Ankara, Hansjörg Haber, che aveva irritato la Turchia per avere pronunciato delle frasi ritenute inappropriate, illustra lo stato dei rapporti tra il governo turco e l’Unione europea, rapporti che si sono degradati in ragione dello stallo sull’esenzione dei visti Schengen. “Ci sono degli alti e bassi. In questo momento esistono dei problemi, ma questo non vuol dire che non saremo sulla buona strada tra 10 o 15 giorni. E’ un processo, un processo della diplomazia”, ha dichiarato sotto copertura di anonimato un alto responsabile turco. La Turchia reclama un’esenzione dei visti nell’area Schengen per i suoi cittadini rifiutandosi tuttavia di riformare la sua legislazione antiterrorismo, giudicata non conforme agli standadr europei: si tratta di una delle 72 condizioni poste da Bruxelles. La fonte turca ha ricordato che un gruppo di lavoro è stato mesos a punto per tentare di superare lo stallo, sottolineando che l’accordo sui migranti, nell’ambito del quale l’intesa sui visti occupa un ruolo centrale, rappresenta “un successo importante”. Secondo la fonte turca, 30 persone in media attraversano il Mar Egeo ogni giorno per raggiungere le isole greche, contro le 7.000 del mese di ottobre. Dall’entrata in vigore dell’accordo sui migranti, a marzo, 462 persone sono state rinviate dalla Grecia in Turchia e 508 richiedenti asilo siriani sono stati reinsediati nei Paesi europei, ha aggiunto l’alto funzionario turco.
L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha formulato un elenco di indicatori utili per individuare potenziali vittime tra le donne migranti sbarcate in Italia. Il primo è il sesso: sono per lo più donne. Poi l’età: sovente giovani e minori, di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Molte dichiarano di essere adulte, pur essendo minorenni. Altri elementi sono la nazionalità (in maggioranza nigeriane) e la provenienza da una stesso area, in questo caso Edo State, ma anche Delta, Lagos, Ogun, Anambra State. Il luogo di partenza è sempre Edo State. Si tratta di ragazze provenienti soprattutto da famiglie povere, che non hanno pagato nulla per il viaggio: spesso dichiarano di essere orfane. Fra i segnali comportamentali più evidenti, la difficoltà a raccontare il viaggio specie nella parte finale dalla Libia all’Italia. Nel gruppo sono sovente le più silenziose e sottomesse.