La Commissione Ue ha dato il via alla seconda fase della procedura d’infrazione contro l’Italia e altri Paesi – Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna – per l’inquinamento eccessivo da biossido d’azoto (NO2) riscontrato a Roma, Milano, Torino, Berlino, Londra e Parigi. L’Italia nel mirino anche per i debiti della Pa: la Commissione, dopo due anni di ‘tregua’ in cui aveva messo in ‘stand by’ la procedura, ha deciso ora di procedere.
La Commissione europea invia un ultimo avvertimento a Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito perché non hanno affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell’aria per il biossido di azoto (NO2). Lo rende noto in un comunicato la stessa Commissione Ue che esorta “i cinque Stati membri ad agire per garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica”. Il parere motivato di oggi riguarda persistenti violazioni dei valori limite per l’NO2 in Italia in 12 zone di qualità dell’aria, tra cui Roma, Milano e Torino. Sebbene spetti alle autorità dello Stato membro scegliere le misure idonee per far fronte al superamento dei limiti di NO2, sottolinea la Commissione Ue, “è necessario compiere maggiori sforzi a livello nazionale, regionale e locale, per adempiere agli obblighi della normativa Ue e tutelare la salute pubblica”. Se gli Stati membri non ci adempiranno entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell’Ue.
Governo, Regioni e Comuni hanno già scelto di lavorare insieme per la qualità dellaria e di farlo programmando misure finalmente strutturali, uscendo dalla logica delle risposte emergenziali. È chiaro a tutti che il problema dello smog non si risolva da un giorno allaltro: è il motivo per cui non può sorprendere lapertura della seconda fase dellinfrazione, rispetto alla quale siamo del resto in buona compagnia in Europa. Siamo convinti che la Commissione riconoscerà il nostro cambio di marcia. Così Gian Luca Galletti, ministro dellAmbiente, commenta lapertura da parte della Commissione Ue della seconda fase della procedura dinfrazione nei confronti di Italia, Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna per il superamento dei limiti di biossido dazoto nellaria in alcune città.
Dalle misure previste nel protocollo per la qualità dellaria di fine 2015 spiega il ministro Galletti sono stati fatti notevoli passi in avanti per mettere in condizione le Regioni, che sono responsabili degli interventi, di operare con la massima rapidità: abbiamo reso disponibili 11 milioni per quei Comuni che hanno attuato nei periodi di maggiore concentrazione di smog una serie di misure anti-inquinamento, cosi come sono in fase di valutazione i progetti presentati sul bando da 35 milioni per la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. Stiamo andando avanti pure sui 50 milioni per la realizzazione di infrastrutture tra cui le colonnine di ricarica elettrica, sullacquisto nazionale centralizzato di mezzi pubblici ecologici e su tutto il fronte dellefficienza energetica,una delle chiavi per risolvere il problema smogalla radice: traquesti i 250 milioni per le scuole, i 70 per gli edifici della Pa centrale, il fondo di efficienza energetica nazionale e ovviamente lecobonus esteso fino al 2021 e allargato ai condomini. Nel bacino padano, area per sua conformazione tra le più critiche sotto il profilo dellinquinamento spiega Galletti – il lavoro con le quattro Regioni interessate sta dando i risultati, a partire dal decreto sulla certificazione di qualità delle caldaiette. Lattuazione della direttiva Nec e il relativo programma nazionale di riduzione delle emissioni conclude Galletti sarà un ulteriore tassello di unazione mai cosi determinata per elevare la qualità ambientale dei nostri centri urbani.