Adesivi con l’immagine di Anna Frank con la maglia della Roma e scritte antisemite di ogni tipo: nella Curva Sud dello stadio Olimpico va in scena durante Lazio-Cagliari l’ennesima vergogna del calcio della capitale, ad opera di un gruppo di ultra’ paradossalmente gia’ squalificati per razzismo. Il lascito sconcertante dei tifosi biancocelesti a quelli romanisti (abituali frequentatori di questo settore dell’impianto) scatena subito reazioni durissime. La polizia parla di “una decina di adesivi”, che sono stati rimossi dagli addetti alle pulizie dello stadio, anche perche’ l’Olimpico serve subito in quanto mercoledi’ si gioca Roma-Crotone: ma intanto, mentre la Lazio condanna l’accaduto e sottolinea che si tratta di “pochi sconsiderati”, la vicenda fa il giro del web. Intanto sembra rimandata la visita del presidente della Lazio Lotito e di una delenazione della società alla sinagoga di Roma.
Le reazioni ai fatti extracampo di Lazio-Cagliari sono indignate su ogni fronte, dal presidente della Figc Carlo Tavecchio (“un atteggiamento inqualificabile che offende una comunita’ e tutto il nostro Paese”), al sindaco Virginia Raggi (“questo non e’ calcio, questo non e’ sport”), al presidente della Regione Nicola Zingaretti che, ironia della sorte, oggi si trovava in visita al campo di sterminio di Treblinka, con 120 professori di Roma e del Lazio e per questo si dice “ancor piu’ indignato”.
Il segretario del Pd Matteo Renzi parla di “gesto squallido e vergognoso”. Il ministro dello Sport Luca Lotti parla di “fatto gravissimo” ma si dice certo che “i colpevoli saranno presto individuati e condannati”. Di necessita’ di repressione parla il deputato Pd Walter Verini, della commissione Giustizia della Camera, mentre l’intervento “delle autorita’” e’ auspicato dall’Unione delle comunita’ ebraiche italiane (Ucei) e da quella romana, tramite le rispettive presidenti Noemi Di Segni e Ruth Dureghello. Quest’ultima si augura anche che, una volta per tutte, l’antisemitismo rimanga fuori dagli stadi. E c’e’ da registrare la difesa degli ‘Irriducibili’ laziali, secondo i quali la vicenda dovrebbe rimanere circoscritta “a un contesto sportivo animato da scherno, sfotto’ e goliardia” e si dicono “stupiti da tutto questo clamore mediatico”.
Intanto i romanisti commentano l’accaduto sui social e i laziali gridano al complotto ad opera dei rivali e se la prendono anche con i giornalisti (“siete il nostro male”). Di sicuro c’e’ che la Procura della Figc sta valutando i fatti e gia’ da domani il procuratore Giuseppe Pecoraro aprira’ un’inchiesta. L’ennesima su certi tristi fenomeni, viene da dire, visto che analoga procedura era stata seguita dall’Uefa pochi giorni fa, dopo gli ululati di alcuni romanisti a Stamford Bridge nei confronti di Tiemoue’ Bakayoko, centrocampista di colore del Chelsea.