SOLO 24% A TEMPO INDETERMINATO
Nei primi sette mesi del 2017 si registra ‘un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +1.073.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 e del 2015′ nel settore privato. Lo rileva l’Inps sottolineando che negli ultimi 12 mesi il saldo e’ di +571.000, ma evidenziando la grande incidenza dei contratti a tempo determinato (+501.000) rispetto a quelli stabili (+18.000). Questi ultimi da gennaio a luglio hanno registrato ‘un’ulteriore compressione dell’incidenza’ sul totale delle assunzioni, scendendo al 24,2% contro il 38,8% del 2015. Fra i contratti a tempo determinato si registra poi un boom di quelli a chiamata (+124,7%), dopo lo stop ai voucher. Il viceministro Morando ipotizza il bonus giovani sopra i 29 anni se l’assunzione a tempo indeterminato segue l’apprendistato.
Nei primi sette mesi del 2017 in Italia si registra “un’ulteriore compressione” dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni, pari al 24,2%, mentre nel 2015, quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, era stato raggiunto il picco del 38,8%. Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio sul preacariato. Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, precisa l’istituto statistico, (ivi incluse le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti) sono risultate 215.000, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 (+0,7%).
Il saldo tra assunzioni e cessazioni è pari a +1.073.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+825.000) che del 2015 (+930.000). Il saldo annualizzato, vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi, a luglio 2017 risulta positivo, pari a +571.000 e in crescita continua da inizio anno.Il risultato, precisa l’istituto statistico, cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+18.000), dei contratti di apprendistato (+52.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+501.000, inclusi i contratti stagionali). Queste tendenze attestano il rafforzamento della fase di ripresa occupazionale.
In un quadro di maggior mobilità complessiva, il saldo tendenziale si mantiene positivo grazie alla forte crescita delle assunzioni (nei mesi di gennaio-luglio 2017 sono risultate 4.182.000, in aumento del 18,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), maggiore di quella delle cessazioni (3.108.000, +15% rispetto all’anno precedente).Alla crescita delle assunzioni, riferite ai soli datori di Lavoro privati, il maggior contributo è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+25,9%) e dall’apprendistato (+25,9%) mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-4,6%: questo calo rispetto al 2016 è interamente imputabile alle assunzioni a part time).Tra le assunzioni a tempo determinato, appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione (+20,4%) e ancora di più quello dei contratti di Lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaio-luglio, sono passati da 112.000 (2016) a 251.000 (2017), con un incremento del 124,7%. Questo significativo aumento – come in parte anche quello dei contratti di somministrazione e dei contratti a termine – può essere posto in relazione alla necessità delle imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo (e riattivati con profonde modifiche normative dal mese di luglio).Per le cessazioni, la crescita è dovuta unicamente ai rapporti a termine (+23,2%). Le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato risultano in lieve flessione (-0,5%).Con riferimento ai rapporti di Lavoro a tempo indeterminato, il numero complessivo dei licenziamenti risulta pari a 340.000, in riduzione rispetto a gennaio-luglio 2016 (-4,4%); in aumento risultano invece le dimissioni (+4,3%).Il tasso di licenziamento, calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, è risultato per i primi sette mesi del 2017 pari al 3,1%, in lieve riduzione rispetto allo stesso periodo del 2016 (3,2%).Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di Lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-luglio 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (54,8% contro 57,8% di gennaio-luglio 2016).Tra gennaio e luglio 2017 sono stati incentivati 32.983 rapporti di Lavoronell’ambito del Programma ‘Garanzia Giovani’ e 68.748 rapporti di Lavoro(54.174 assunzioni e 14.574 trasformazioni) nell’ambito della misura ‘Occupazione Sud’.