Mentre le truppe irachene entrano a Mosul, i bambini e le famiglie che hanno gia’ sofferto per due anni la fame e la paura, continuano a restare intrappolati tra le linee del fronte. Secondo l’Unicef ‘a Mosul vivano ancora 600.000 bambini sotto assedio, un numero che si somma ai 14.000 che sono fuggiti dalle loro case per cercare rifugio nei campi di accoglienza’. Amnesty rivela che sei uomini sono stati uccisi a sangue freddo dopo essere stati torturati da forze governative irachene in villaggi a sud di Mosul durante l’offensiva lealista.
Mentre le truppe Irachene entrano a Mosul, i bambini e le famiglie che hanno gia’ sofferto per due anni la fame e la paura, continuano a restare intrappolati tra le linee del fronte e a essere costretti a fuggire in cerca di protezione. Lo afferma l’Unicef. “Si stima che a Mosul vivano ancora 600.000 bambini sotto assedio – dichiara Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia- un numero che si somma ai 14.000 che sono fuggiti dalle loro case per cercare rifugio nei campi di accoglienza. Questi bambini arrivano in condizioni terribili: hanno bisogno non solo di riparo, ma anche di assistenza psicologica a causa di tutti gli orrori che hanno subito in questi giorni di conflitto”. Per Iacomini “e’ urgente che tutte le parti in conflitto proteggano i bambini intrappolati in citta’. Sono vittime innocenti che non possono continuare ancora a subire tutto questo”.
Amnesty International ha sollecitato le autorità irachene a indagare con urgenza sulle denunce secondo le quali uomini con le uniformi della Polizia federale hanno torturato e ucciso a sangue freddo abitanti dei villaggi a sud di Mosul. I ricercatori di Amnesty International attualmente presenti nel nord dell’Iraq hanno visitato diversi villaggi nelle aree di al-Shura e al-Qayyarah, situati nella provincia di Ninive, a sud e a sud-ovest di Mosul. Hanno raccolto informazioni su almeno sei persone vittime di esecuzioni extragiudiziali in quanto sospettate di avere legami col gruppo armato auto-denominato Stato islamico. “Uomini che indossavano uniformi della Polizia federale hanno compiuto uccisioni illegali, arrestando e poi uccidendo a sangue freddo residenti dei villaggi a sud di Mosul. In alcuni casi, le vittime sono state torturate prima di essere passate per le armi” – ha dichiarato Lynn Maalouf, vicedirettrice per le ricerche presso l’Ufficio regionale di Amnesty International di Beirut.