Il crollo del regime di Nicolás Maduro e l’intervento d’urto degli Stati Uniti innescano un terremoto politico a Roma. Mentre la premier Giorgia Meloni stringe l’asse con l’opposizione venezuelana, la maggioranza mostra le prime crepe sulla strategia di Donald Trump, con la Lega che invoca il ritorno alla diplomazia.
In una conversazione telefonica definita “cordiale e profonda”, Giorgia Meloni ha ribadito a María Corina Machado, leader dell’opposizione e premio Nobel per la pace, il pieno sostegno dell’Italia per una transizione democratica. Palazzo Chigi sottolinea come la fine dell’era Maduro apra una “nuova pagina di speranza” per il Venezuela, finalizzata al ripristino dello Stato di diritto. Il colloquio segue di poche ore quello tra Machado ed Emmanuel Macron, consolidando il fronte europeo a sostegno del cambiamento a Caracas.
Tuttavia, il silenzio di via Bellerio si rompe con un messaggio di Matteo Salvini che introduce sfumature critiche rispetto all’entusiasmo della Presidenza del Consiglio per l’azione USA. Pur premettendo che “nessuno avrà nostalgia di Maduro”, il leader della Lega ha chiarito che per il suo partito “la strada maestra deve tornare a essere la diplomazia”. Salvini, citando il Papa, ha chiesto di garantire la sovranità nazionale venezuelana, ponendosi in una posizione più cauta rispetto alla legittimazione dell’intervento militare americano.
Le opposizioni serrano i ranghi e accusano il governo di “subalternità” verso la Casa Bianca. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, lancia un monito provocatorio: “Cosa farà Meloni quando Trump dirigerà le attenzioni sulla Groenlandia, territorio europeo?”. Secondo Conte, l’Italia si sta rendendo vulnerabile accettando una logica da “Far West mondiale”.
Sulla stessa linea il Partito Democratico con Peppe Provenzano, che accusa la premier di aver dimenticato l’articolo 11 della Costituzione sulla scia del “neocolonialismo energetico” di Trump. Da sinistra, Fratoianni (AVS) parla di “imbarazzo” per il sostegno italiano al raid USA, mentre Riccardo Magi (+Europa) incalza sulla coerenza della sovranità europea di fronte alle mire espansionistiche americane nel Nord Atlantico.