ANCHE DRAGHI A ULTIME ‘CONSIDERAZIONI FINALI’ DEL GOVERNATORE
Debito pubblico ed Npl rendono vulnerabile l’Italia e l’alto indebitamento ne condiziona la vita economica, per superare la crisi serve ancora uno sforzo eccezionale; gli squilibri vanno corretti, quindi avanti con le riforme, e niente retromarce sui conti pubblici e sul tema banche. Il monito arriva oggi dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che in occasione dell’ Assemblea annuale – e’ presente in via Nazionale anche il numero uno della Bce Mario Draghi – legge le sue ultime ‘Considerazioni finali’, visto che ad ottobre scadra’ il suo mandato. Visco avverte che per cercare consenso servono programmi chiari e reali e si dice fiducioso sui risultati, nonostante l’ incertezza politica. Quanto alla crescita, spiega che agli attuali ritmi il Pil italiano tornerebbe sui livelli del 2007 nella prima meta’ del prossimo decennio. In chiave europea, sottolinea che e’ un’ illusione pensare che l’uscita dall’euro sia la soluzione.
L’Italia soffre di un gap di produttivita’, soprattutto siamo in “grave ritardo” nell’adozione delle nuove tecnologie: dobbiamo partecipare alla rivoluzione digitale anche se la nostra economia “appare vulnerabile” ai processi di automazione. E’ il messaggio lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nelle Considerazioni finali. “Il sistema economico italiano, molta parte del quale e’ in grave ritardo nell’adozione delle nuove tecnologie, – spiega Visco – soffre da ben prima della crisi di una dinamica della produttivita’ totale dei fattori troppo lenta. Salita in media dell’appena 0,2% all’anno tra il 1995 e il 2007, circa un quarto del ritmo stimato per Francia e Germania, negli ultimi anni essa ha recuperato solo in piccola parte l’accentuata flessione subita durante la crisi. Il divario tra gli altri Paesi e’ particolarmente ampio per le piccole imprese, cui fa capo il 55% degli occupati complessivi dell’industria e dei servizio non finanziari di mercato”. Secondo il governatore, “colmare questo ritardo e partecipare alla rivoluzione digitale in atto e’ necessario per evitare effetti negativi sugli standard di vita degli italiani. L’economia italiana appare vulnerabile ai processi di automazione, ma la politica economica deve tenere conto dei rischi e delle opportunita’ che discendono da queste tendenze di lungo periodo, perseguendo l’obiettivo, non piu’ derogabile, di allineare l’economia italiana alle dinamiche mondiali. Solo l’innovazione nella produzione di beni e servizi – conclude – e’ in grado di assicurare allo stesso tempo aumento dei redditi e piu’ elevata occupazione, in quantita’ e qualita’”.
Quanto all’innovazione tecnologica, il Governatore ha sottolineato che l’Italia deve colmare il ritardo rispetto agli altri Paesi, in particolare nelle piccole imprese. ‘Colmare questo ritardo e partecipare alla rivoluzione digitale in atto e’ necessario per evitare effetti negativi sugli standard di vita degli italiani. C’e’ chi prevede che dal progresso tecnologico possa derivare una forte riduzione dei posti di lavoro e un aumento delle disuguaglianze. C’e’ invece chi ritiene che la creazione di nuove occupazioni compensera’ la perdita di quelle soppiantate dalla macchine, com’e’ avvenuto finora nella storia. Valutare questi effetti e’ difficile, ma – ha ammonito Visco – l’economia italiana appare vulnerabile ai processi di automazione: secondo stime Ocse, il rischio e’ molto alto per un decimo delle occupazioni, puo’ interessarne con probabilita’ fino alla meta”.