Il consiglio di presidenza del Senato ha approvato la delibera sul taglio ai vitalizi anche per gli ex senatori. Escono al momento del voto i senatori di Pd e Fi. Lega: ‘Stop ad assurdi privilegi’. Festa in piazza di M5s.
Promesso, detto e fatto. Abbiamo tagliato i vitalizi anche al Senato. È crollato un muro che separava la politica e le istituzioni dai cittadini. Abbiamo riportato a galla due valori che la vecchia politica aveva dimenticato: l’equita’ e la giustizia sociale”. Cosi’ il M5s su facebook. “Per quanto tempo la rabbia dei cittadini e’ rimasta inascoltata? Mentre le riforme delle pensioni si susseguivano, peggiorando sempre di piu’ la condizione di chi ha lavorato una vita- aggiungono-, i politici continuavano a incassare ricchi assegni per nulla giustificati dai contributi che avevano versato. Un privilegio che la politica si invento’ agli albori della Repubblica e che finira’ il 31 dicembre del 2018. Da gennaio questi signori incasseranno in base a quello che hanno versato. Funziona cosi’ per gli altri cittadini, quelli che non sono passati per qualche anno dai Palazzi di Camera e Senato. Sara’ cosi’ anche per gli ex parlamentari. Il Movimento 5 Stelle i privilegi li combatte e li cancella”.
Come gia’ fatto dalla Camera, anche il Senato – dopo diversi stop and go – approva il taglio ai Vitalizi degli ex senatori. Il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama ha infatti approvato con 10 voti a favore e 1 astenuto (mentre FI, Pd e FdI non hanno partecipato al voto) la stessa delibera gia’ adottata dall’Ufficio di presidenza di Montecitorio lo scorso luglio. Dunque e’ possibile fare una comparazione degli effetti della ‘sforbiciata’ nei due rami del Parlamento. In tutto sono circa 2.700 i Vitalizi erogati agli ex parlamentari, per un importo totale di circa 200 milioni di euro. Sommando la cifra relativa alla Camera con quella del Senato si ottiene un risparmio di circa 56 milioni all’anno, e cioe’ circa 280 milioni a legislatura.
Flash mob dei senatori Cinquestelle con palloncini gialli, bandiere del Movimento e lo striscione ‘Bye bye Vitalizi’ e ’56 milioni di euro risparmiati’ fuori da palazzo Madama dopo l’approvazione in ufficio di presidenza del Senato della delibera Fico sul taglio dei Vitalizi. I deputati, guidati dal capogruppo Francesco D’Uva, hanno aspettato i colleghi senatori davanti a Palazzo Madama e consegnato loro un salvadanaio giallo che rappresenta i risparmi ottenuti col taglio dei vitalizi della Camera. I senatori hanno simbolicamente dato il loro contributo ‘scenografico’, inserendo nel salvadanaio monetine di cioccolato da un euro. Il taglio dei vitalizi, ha sottolineato D’Uva, “dimostra che c’è una classe politica che taglia i privilegi e non se li va a dare, come è successo finora. Questa è una vittoria incredibile per noi”. “Possiamo far risparmiare 56 milioni di euro, che possono essere impiegati sicuramente per cose migliori rispetto a quello che erano i vitalizi. Oggi gioiamo per una grande vittoria del M5S”, gli ha fatto eco Paola Taverna, vicepresidente del Senato.
CAMERA: Sono 1.405 i Vitalizi erogati da Montecitorio, tuttavia il taglio approvato dall’Ufficio di presidenza lo scorso luglio riguarda una platea di 1.338 ex deputati. La delibera e’ stata approvata con i voti favorevoli del Movimento 5 stelle, della Lega, del Pd e di FdI, mentre FI si e’ astenuta e Leu e gruppo Misto non hanno partecipato al voto. Secondo le stime fatte dal presidente Roberto Fico, ammonta a circa 40 milioni l’anno il risparmio per le casse della Camera, una cifra che si aggira intorno ai 200 milioni per l’intera legislatura. Il taglio avra’ effetto a partire dal 1 gennaio del 2019. Sono pero’ consentite riduzioni del taglio dell’assegno percepito in specifici casi di particolare difficolta’ sociale ed economica. Gli assegni finora erogati saranno ricalcolati secondo il metodo contributivo e, quindi, subiranno una diminuzione che va dal 40 al 60% fino all’80% dell’importo oggi percepito. Anche se e’ difficile stabilire la quota esatta di tagli, in base ad alcune proiezioni effettuate, si calcola che alcuni assegni subiranno un taglio che puo’ raggiungere anche i 5 mila euro. Il taglio piu’ consistente riguarderebbe 11 ex deputati. Sono previsti due tetti minimi: 980 mila euro o 1.470, che valgono per quei casi in cui sarebbe troppo basso l’importo dell’assegno ricalcolato. La riduzione piu’ consistente per numero e’ quella che va dal 20 al 50% e riguarderebbe oltre 700 ex deputati. Si tratta, comunque, di una platea di ex parlamentari che hanno un’eta’ avanzata (sarebbero oltre 140 gli ultra ottantenni). Saranno invece ‘salvi’ 67 ex deputati, il cui vitalizio non subira’ alcun ritocco ma per loro viene introdotto un tetto massimo. La ratio e’ che con il ricalcolo avrebbero incassato un assegno di importo maggiore e, quindi, viene messo un tetto limite che si calcola sulla base dell’ultimo vitalizio percepito al 31 ottobre 2018. – SENATO: sulla base del raffronto con i dati della Camera e quelli forniti dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione lo scorso 19 settembre, sono circa 16 milioni i risparmi per il Senato in un anno, 80 milioni nell’intera legislatura. Si tratta di una ‘sforbiciata’ che riguarda circa 1.300 ex senatori che percepiscono il vitalizio, anche se bisognera’ attendere i dati precisi che saranno forniti dal Consiglio di presidenza di palazzo Madama, in quanto alcuni ex senatori potrebbero essere esclusi dalla misura, come gia’ accaduto alla Camera.