Schiaffo del Congresso americano a Obama: annullato il veto alla legge che consente a sopravvissuti e a parenti delle vittime dell’11 settembre di far causa all’Arabia Saudita. E’ un errore e un precedente pericoloso, afferma il presidente Usa.
Un “errore”. Così Barack Obama ha definito il voto con cui il Congresso ha annullato il veto presidenziale sulla legge che apre la strada ad azioni legali contro l’Arabia Saudita in relazione agli attentati dell’11 settembre. La norma stabilirà un ‘pericoloso precedente’ utilizzabile contro il governo americano, ha detto Obama commentando il primo voto di annullamento del suo veto da quando è alla Casa Bianca. La norma approvata, Justice Against Sponsors of Terrorism (Jasta), autorizza i famigliari delle vittime ad adire la giustizia contro qualunque membro del governo saudita: 15 dei 19 dirottatori dell’11 settembre erano cittadini sauditi ma nessun legame è stato stabilito con certezza a sostegno della tesi e dei sospetti di appoggi finanziari da parte di funzionari sauditi agli attentatori.
“Si tratta – ha detto Obama alla Cnn commentando la scelta del Congresso – di un pericoloso precedente e di un esempio del perché a volte bisogna fare cose difficili. E francamente speravo che il Congresso lo facesse. La mia preoccupazione non ha nulla a che fare con l’Arabia Saudita in sé nè intacca in alcun modo i miei sentimenti nei confronti delle famiglie delle vittime. Ha a che vedere con il fatto che non voglio che si determini improvvisamente una situazione in cui veniamo esposti a responsabilità per tutto il lavoro che stiamo facendo nel mondo trovandoci improvvisamente noi stessi oggetto di cause private”. Obama ha poi parlato di un voto chiaramente influenzato da considerazioni di tipo politico: “Votare contro le famiglie delle vittime dell’11 settembre proprio prima delle elezioni, non è sorprendente, che sia difficile. Ma sarebbe stata la cosa giusta da fare”. Il Senato americano si è espresso con 97 voti a favore ed uno contrario, la Camera 348 a 77, per tramutare il provvedimento in legge.