Esequie solenni a Santa Maria degli Angeli. Presente il gotha mondiale della moda e del cinema, da Anna Wintour ad Anne Hathaway. Il feretro accompagnato dalle note di Puccini e Umberto Bindi.
L’ultimo atto della vita di Valentino Garavani si è consumato a Roma, in una cerimonia che è stata, come le sue sfilate, un manifesto di grazia e rigore. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, il mondo ha dato l’addio all’uomo che non ha solo vestito le donne, ma ha codificato un’idea universale di eleganza.
Il sagrato di Piazza della Repubblica si è trasformato oggi nel red carpet più triste e silenzioso della storia della moda. Una bara di legno semplice, sormontata solo da un cuscino di rose bianche, è stata accolta dal Lacrimosa di Mozart per l’ultimo saluto a Valentino, scomparso a 93 anni. Un funerale che ha unito il rigore della liturgia alla scenografia del mito, celebrando colui che, come detto nell’omelia da don Pietro Guerini, «ha seminato la bellezza e ne è stato testimone».

Un parterre di icone e muse
La Basilica, solitamente riservata ai funerali di Stato, ha ospitato i protagonisti di un’epoca. In prima fila, visibilmente commossa, la musa Anne Hathaway, che ha lanciato un bacio al feretro all’uscita dalla chiesa. Accanto a lei, i volti che hanno fatto la storia del settore:
- Il Gotha della Moda: Anna Wintour (direttrice di Vogue fino al 2025), Donatella Versace, Tom Ford, Miuccia Prada, Pierpaolo Piccioli, Maria Grazia Chiuri e Alessandro Michele.
- Gli Imprenditori: François-Henri Pinault, Matteo Marzotto, Brunello Cucinelli e Antoine Arnault con Natalia Vodianova.
- Le Amiche di sempre: Anna Fendi, Eleonora Abbagnato e la storica veletta di Olivia Palermo.



Il ricordo dei compagni: «Non addio, ma grazie»
Il momento più toccante della funzione è stato affidato alle parole dei due uomini che hanno condiviso la vita privata e professionale dello stilista.
Giancarlo Giammetti, socio e compagno storico, ha ringraziato Valentino «per avermi insegnato a scoprire la bellezza». Vernon Bruce Hoeksema, ultimo compagno del Maestro, ha preso la parola con la voce rotta dalle lacrime: «Non ti dico arrivederci, ma grazie».

Fiori bianchi e note immortali
Seguendo le volontà dello stilista, la Basilica era decorata esclusivamente da corone di fiori bianchi. Due sole eccezioni: una singola rosa rosa inviata da Claudia Schiffer e una corona di rose bianche con la dedica «Sempre nel mio cuore» firmata da Sophia Loren.



La colonna sonora della cerimonia è stata un viaggio nel patrimonio musicale più raffinato: dalle vette di Mozart e Schubert (Ave Maria) fino al gran finale con O mio babbino caro di Puccini. All’uscita, il feretro è stato accompagnato dalle note de Il nostro concerto di Umberto Bindi, tra gli applausi composti di migliaia di romani e turisti accorsi per l’ultimo omaggio.
L’omelia:
“Caro Valentino, entrando nella vita di Dio incontra tutti i frammenti della storia umana in cui la bellezza ha vinto. Grazie per i sogni che ha suscitato in generazioni di persone.”
Valentino Garavani lascia un vuoto incolmabile, ma come ha ricordato Brunello Cucinelli, resta il suo ruolo di «padre fondatore» della moda italiana nel mondo. Da stasera, il “Rosso Valentino” brilla un po’ di più tra i classici immortali.