La riunione del bureau del gruppo liberaldemocratico Alde del Parlamento europeo ha deciso, questa sera a Bruxelles, di non accettare l’accordo con il Movimento 5 Stelle per l’ingresso dei 17 europedutati grillini nel gruppo, così come aveva previsto una intesa tra Beppe Grillo e il capogruppo liberale Guy Verhofstadt. Lo riferisce una fonte molto qualificata dell’Alde, secondo cui il voto previsto dalla riunione del gruppo domani non avrà più luogo, in quanto l’opposizione all’accordo con l’M5s emersa da parte delle delegazioni nazionali nella riunione del bureau è sufficiente a far prevedere una bocciatura dell’intesa. L’accordo avrebbe dovuto essere approvato dai due terzi dei 68 membri del gruppo, quindi bastavano 23 membri contrari per bloccarlo.
“La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il Ddm (Direct Democracy Movement)”. Lo annuncia Beppe Grillo sul blog, annunciando il ‘no’ dell’Alde di Guy Verhofstadt all’ingresso del M5S nel gruppo del Parlamento Ue.
“L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi”. E’ quanto si legge in un post del Movimento 5 Stelle, pubblicato sul blog di Beppe Grillo, in cui si commenta lo stop del bureau di Alde all’ingresso degli europarlamentari pentastellati nel gruppo guidato da Guy Verhofstadt. “Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement)”, conclude l’M5s.
“Grillo te lo dico in spagnolo: pero que mierda de figura es esta?”. Cosi’ Paolo Becchi, gia’ ideologo del M5s, commenta il fallimento dell’accordo tra M5s e Alde in Europa.
“Alde e il Movimento 5 Stelle (M5S) condividono i valori fondamentali di libertà, uguaglianza e trasparenza. Entrambi vediamo l’individuo come l’elemento centrale della società e al tempo stesso promuoviamo un’economia aperta, la solidarietà e la coesione sociale come presupposti per le persone a raggiungere il loro pieno potenziale”. Così recitava la bozza di accordo che era stato siglato Beppe Grillo e il presidente di Alde Guy Verhofstadt in datata 4 gennaio, un accordo – appena respinto dal gruppo dei liberali europeisti – sull’ingresso del M5s nelle loro fila. Un documento diviso in quattro punti che circolava già da giorni nei corridoi del Parlamento Europeo. La sua diffusione del suo contenuto, è stata vista come l’ennesima beffa da una parte della base e degli stessi eletti del partito di Grillo, che si sono trovati a dover “ratificare” un accordo già fatto con un voto online assai poco partecipato (40.654 votanti sui 135mila, circa il 30% degli aventi diritto). Le trattative sarebbero avvenute all’insaputa degli stessi eletti, come testimoniato da diversi post di europarlamentari come Marco Zanni – che ieri scriveva: «ho appreso la notizia con sorpresa e sconcerto» – e dai post di Luigi Di Maio che sulla sua pagina Facebook stava cercando ormai da ore di placare le proteste di molti attivisti assicurando continuità sulla linea politica del movimento a Strasburgo.