RESPINTI 700 MIGRANTI, TENTAVANO NUOVO ASSALTO A MURO CEUTA
Ancora violenze sui migranti da parte degli scafisti al largo dello Yemen: almeno 180 persone sono state costrette a gettarsi in mare dal barcone su cui viaggiavano. Finora sono stati recuperati 5 corpi, ma circa 50 persone sono disperse, come riferisce in un comunicato l’Oim, l’agenzia dell’Onu per le migrazioni. L’episodio segue quello di ieri, sempre nella stessa zona, in cui almeno 50 migranti sono morti affogati, lasciati annegare dallo scafista che li stava trasportando. Le Nazioni Unite fanno sapere inoltre di aver salvato, da aprile, almeno 1000 persone abbandonate nel Sahara dai trafficanti. Questa mattina invece circa 700 migranti subsahariani hanno tentato senza successo un assalto in massa al ‘muro’ che separa l’enclave spagnola di Ceuta dal territorio marocchino.
Circa 180 migranti etiopi e somali sono stati costretti dai trafficanti di esseri umani a gettarsi in mare da un barcone, al largo della costa yemenita: si ritiene che 55 siano morti annegati. La denuncia arriva dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ed è analoga a quella del giorno precedente, quando gli scafisti hanno obbligato almeno 120 migranti delle stesse nazionalità a saltare in acqua al largo della costa di Shabwa, facendone “deliberatamente” annegare almeno 50. “I migranti speravano di raggiungere i Paesi del Golfo attraverso lo Yemen in guerra”, ha spiegato l’organizzazione in una nota. L’Oim ritiene che nel secondo episodio i morti siano 55, perché cinque corpi sono stati recuperati e circa 50 persone sono disperse. Dopo i fatti di ieri, i sopravvissuti avevano raccontato che gli scafisti erano tornati indietro verso la Somalia per “continuare i loro affari e prendere a bordo altri migranti per portarli in Yemen sulla stessa rotta”, ha dichiarato il capo della missione Oim in Yemen, Laurent de Boeck. Avevano anche detto, ha aggiunto, che i trafficanti di esseri umani li avevano “spinti in acqua quando avevano visto alcune persone che sembravano autorità vicino alla costa”.Dopo la tragedia di ieri, il personale dell’agenzia Onu aveva scoperto le tombe improvvisate di 29 profughi sulla spiaggia di Shabwa. A seppellire gli affogati erano stati i sopravvissuti. Lo staff dell’Oim aveva anche fornito cure e aiuti urgenti ai 27 sopravvissuti, donne e uomini, rimasti sulla spiaggia d’arrivo. Altri, stimati in 42 secondo quanto desunto dai racconti dei testimoni, si erano già allontanati. Un giorno dopo i fatti, l’Oim conta 22 dispersi.Dal gennaio 2017 sono stati circa 55mila i migranti che secondo l’Oim hanno lasciato il Corno d’Africa per raggiungere lo Yemen, in gran parte per tentare di raggiungere i Paesi del Golfo. Più di 30mila di essi sono minorenni e provengono da Somalia ed Etiopia, mentre un terzo è costituito da ragazze e donne. Il viaggio verso lo Yemen è molto pericoloso durante l’attuale stagione ventosa nell’Oceano indiano, mentre i trafficanti di esseri umani attivi in Mar Rosso e Golfo di Aden continuano a trasportare i profughi.