Il terrorista tunisino Moez Fezzani, conosciuto come Abu Nassim, considerato tra i reclutatori dell’Isis in Italia, e’ stato arrestato in Sudan. Avrebbe fatto parte, tra il ’97 e il 2001, di una cellula salafita con base a Milano che reclutava uomini da inviare nei Paesi in guerra. Nel 2014 e’ stato condannato definitivamente a Milano per associazione per delinquere con finalita’ di terrorismo. Per l’Italia era un latitante. In un interrogatorio sia era dichiarato ‘uomo pio e religioso’.
Arrestato in Sudan Moez Fezzani, il reclutatore dell’Isis in Italia. Il terrorista tunisino, noto anche come Abu Nassim, e’ indicato tra i responsabili delle stragi del museo del Bardo a Tunisi e all’Hotel Imperial di Sousse. Fezzani era ricercato in base a un mandato d’arresto internazionale emesso dalla Procura generale della Repubblica milanese in seguito alla sua condanna a 5 anni e 8 mesi. L’uomo e’ stato individuato grazie al lavoro condotto dalle due agenzie di intelligence italiane.
Fezzani era arrivato nel nostro paese negli anni ’80 dove ha lavorato inizialmente come bracciante agricolo e muratore. A Bolzano, dove viveva con il fratello, viene fermato per spaccio di sostanze stupefacenti. Si trasferisce poi a Milano, dove inizia a frequentare il centro islamico di viale Jenner e la moschea di via Quaranta nota per le sue posizioni radicali. Nel capoluogo lombardo vive con Sassi Lassaad, morto poi a Tunisi nel 2006 mentre guidava una rivolta rivolta contro il governo. Qui inizia a reclutare volontari per essere inviati in Afghanistan. La procura della Repubblica di Milano inizia ad indagare sulla sua figura ed arriva, nel 2007 il mandato d’arresto che lo vede accusato del reato di associazione a delinquere aggravata da finalita’ terroristiche. Ma ormai Fazzani era andato in Pakistan dove accoglie i tunisini reclutati in Italia per essere inviati sul fronte di guerra afghano. I suoi legami con il nostro paese e con Milano non si sono quindi interrotti. Secondo i pm era anche impegnato a finanziare il rientro dei mujaheddin in occidente e in particolare in Italia.
La sua attivita’ non sfugge pero’ ai servizi Usa presenti in Afghanistan dove viene arrestato dalla Cia nel 2001. Per la sua consegna alle autorita’ italiana bisogna cosi’ aspettare il dicembre 2009.Il successivo processo a Milano pero’ lo vede assolto per non aver commesso in fatto. Da qui la sua scarcerazione e il decreto di espulsione firmato dall’allora ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. L’anno successivo la Corte d’Assise d’Appello di Milano ribalta il verdetto di primo grado e lo condanna a sei anni di carcere. Fezzani, pero’, e’ in Tunisia e da quel momento per l’Italia e’ un latitante, destinatario di un mandato di cattura internazionale. Dopo la condanna si trasferisce in Siria dove combatte con le truppe di Jabhat Al-Nusra, organizzazione terroristica affiliata ad Al-Qaeda. Poi abbraccia la causa dell’Isis e si trasferisce in Libia combatte per il califfo Al-Baghdadi.