L’escalation in Medio Oriente ha raggiunto un nuovo, drammatico punto di svolta per l’Italia. Nella notte un missile ha colpito la base militare italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno, portando il conflitto direttamente a contatto con le nostre forze schierate all’estero.
Intorno alla mezzanotte del 12 marzo, un “pesante attacco missilistico” ha preso di mira l’area dell’aeroporto di Erbil, dove ha sede il contingente italiano. La notizia è stata confermata in tempo reale dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha comunicato personalmente con il comandante della base, il colonnello Stefano Pizzotti.
- Il bilancio: Nonostante l’impatto, non si registrano feriti né vittime tra il personale italiano. I militari hanno seguito le procedure di emergenza rifugiandosi tempestivamente nei bunker.
- La dinamica: La base italiana si trova all’interno di un comprensorio che ospita anche forze statunitensi e di altri Paesi della coalizione. Resta da chiarire se gli italiani fossero l’obiettivo specifico o se l’attacco mirasse all’intero insediamento strategico.
- La reazione di Tajani: Il Ministro degli Esteri ha espresso “ferma condanna”, definendo l’atto inaccettabile. Tajani ha però invitato alla prudenza sull’attribuzione: non è ancora chiaro se il missile sia stato lanciato direttamente dall’Iran o da milizie filo-iraniane locali.
OFFENSIVA TOTALE DI TEHERAN: DRONI SU ISRAELE E GOLFO
L’attacco a Erbil fa parte di un’ondata massiccia coordinata dai Pasdaran:
- Israele: Lanci di droni e missili verso Tel Aviv; milioni di persone nei rifugi mentre la difesa aerea intercettava proiettili sopra la capitale.
- Arabia Saudita e Kuwait: La difesa saudita ha abbattuto sei missili diretti alla base di Prince Sultan, mentre il Kuwait ha neutralizzato otto droni.
- Bahrein: Presa di mira la base della Quinta Flotta della Marina statunitense.
RAID ISRAELIANI SUL LIBANO: STRAGE DI SFOLLATI
Mentre l’Iran attaccava il Golfo, Israele ha intensificato i raid su Beirut. Un attacco particolarmente cruento ha colpito la spiaggia pubblica di Ramlet al-Baida, dove si erano accampati centinaia di sfollati. Il bilancio provvisorio è di 7 morti e 21 feriti.
In un clima di guerra totale, la polizia iraniana ha inviato un messaggio agghiacciante alla popolazione: chiunque manifesterà o sfiderà le autorità in questo momento di crisi sarà considerato e trattato come un “nemico”, equiparando il dissenso interno al tradimento bellico.