Jeroen Dijsselbloem, il presidente dell’Eurogruppo, gela l’Italia alle prese con il caso Montepaschi, ma dal vicepresidente della Bce Vitor Constancio arriva un’apertura senza precedenti a Roma nel negoziato con la Commissione Ue: dopo la Brexit occorre una “profonda riflessione” sulla possibilita’ di dare aiuti pubblici, anche derogando al principio della ripartizione degli oneri con gli investitori privati.
Serve una ‘profonda riflessione’ sulla possibilita’ di sostenere con fondi pubblici le banche della zona euro dopo il voto sulla Brexit. Lo ha affermato il vice presidente della Banca centrale europea, Vitor Constancio, parlando a Madrid. ‘La situazione attuale, dopo un nuovo calo dei prezzi delle azioni sulla scia di Brexit, merita una profonda riflessione su come compensare alcuni fallimenti di mercato con piccoli interventi pubblici di sostegno per migliorare significativamente la stabilita’ di parte del sistema bancario’, ha detto Constancio. Dopo il voto inglese, gli investitori hanno venduto pesantemente i titoli bancari europei, soprattutto in Italia. Come risposta, le autorita’ italiane hanno parlato della volonta’ di intervenire, cosa che, tuttavia, trova l’opposizione di Bruxelles, della Germania e di altri Paesi europei alla luce della nuova normativa in materia bancaria a livello comunitario. Per quanto Constancio abbia ammesso che le regole del bail-in ‘vanno applicate’, ha aggiunto che queste ‘dovrebbero essere considerate nella loro interezza, incluse possibili eccezioni per questioni di stabilita’ finanziaria, a livello nazionale o europeo’.
Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, gela le aspettative di un intervento pubblico sul sistema bancario e alimenta la nuova ondata di ribassi per gli istituti di credito in Borsa. Rispondendo a una domanda all’Aja, il presidente dell’Eurogruppo ha sottolineato che si devono rispettare le norme sul bail-in entrate in vigore a inizio anno. “Fino al primo gennaio si potevano sostenere le banche con il denaro proveniente dai contribuenti – ha detto Dijsselbloem all’Aja – ma ora questa possibilità è stata limitata e non vogliamo tornare indietro”. Poi un riferimento esplicito all’Italia. “Altri Paesi sono riusciti a ristrutturare le proprie banche con risorse pubbliche e gli italiani non lo hanno fatto allora ma ora abbiamo regole più severe”. Le parole del numero uno dell’Eurogruppo hanno alimentato un nuovo flusso di vendite sul comparto bancario.