Un anno di tempo per verificare ‘la gestione’ delle banche in crisi o finite sotto l’ombrello pubblico, compresi i criteri di remunerazione dei manager e la correttezza del collocamento di titoli al retail, ma anche ‘l’efficiacia dell’attivita’ di vigilanza’. Sono i compiti che assumera’ la commissione bicamerale d’inchiesta che, nel testo base messo a punto da Mauro Maria Marino (Pd), relatore in commissione Finanze del Senato, dovra’ avere nella sua attivita’ ‘particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori’.
La commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario proposta nel testo base depositato oggi in commissione Finanze del senato dal relatore, Mauro Maria Marino (Pd), avra’ il compito di verificare gli effetti della crisi sul sistema bancario italiano e “la gestione degli istituti bancari” che anche in relazione alla crisi “sono rimasti coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e sono stati o sono destinatari a qualsiasi titolo di risorse pubbliche”. Inoltre dovra’ essere verificata “l’efficacia dell’attivita’ di vigilanza sul sistema bancario e finanziario posta in essere dagli organi preposti” e “l’adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare” sul sistema bancario e finanziario e sulla vigilanza.
Sul sistema bancario, oltre agli “effetti” della “crisi finanziaria globale” dovranno essere verificate anche “le conseguenze dell’aggravamento del debito sovrano”. Per quanto riguarda le Banche interessate, la Commissione dovra’ verificare “le modalita’ di raccolta della provvista e gli strumenti utilizzati; i criteri di remunerazione dei manager e la realizzazione di operazioni con parti correlate suscettibili di conflitto d’interesse; la correttezza del collocamento presso il pubblico (con riferimento ai piccoli risparmiatori e investitori non istituzionali) dei prodotti finanziari, soprattutto quelli ad alto rischio, e con particolare riferimento alle obbligazioni bancarie; le forme di erogazione del credito a prenditori di particolare rilievo e la diffusione di pratiche scorrette di abbinamento tra erogazione del credito e vendita di azioni o altri strumenti finanziari della banca; la struttura dei costi, la ristrutturazione del modello gestionale e la politica di aggregazione e fusione; l’osservanza degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nell’allocazione di prodotti finanziari, nonche’ degli obblighi di corretta informazione agli investitori”.