Seduta pesantissima in Borsa per Montepaschi dopo che la Bce ha chiesto un piano per far scendere le sofferenze lorde a 32,4 miliardi nel 2018 dai 46,9 miliardi DEL 2015, e le sofferenze nette a 14,6 miliardi. Una richiesta, sottolineano da Mps, in linea col programma approvato dalla banca e sottoposto alla stessa Bce. Il titolo tocca il minimo storico. Particolarmente pesante l’intero comparto bancario ma le vendite colpiscono tutti i settori e penalizzano il listino, maglia nera in Europa.
Giornata di fuoco in Borsa a Milano, con pioggia di vendite sui titoli bancari e chiusura a -1,74%. L’arrivo della lettera in cui la Bce chiede a MPS di ridurre a 32,4 miliardi le sofferenze nel 2018 ha innescato una serie di sospensioni e cali. Il titolo ha perso il 14%. Da Londra intanto, nonostante la Brexit, e’ arrivato il via libera degli azionisti della Borsa alla proposta dell’accordo di fusione da 21 miliardi di sterline con Duetsche Borse di Francoforte. Potrebbe essere il partner tedesco ora a mettere in discussione l’intesa. –
Piazza Affari finisce sotto tiro e segna il peggiore andamento tra i listini europei sui rinnovati timori per lo stato di salute delle banche. A tener banco e’ il caso Mps scoppiato dopo una lettera della Bce che invita Siena ad accelerare sulle cessioni di crediti deteriorati e a far scendere in tre anni le sofferenze nette da 24,2 a 14,6 miliardi. Col rischio concreto di un nuovo aumento di capitale. Il titolo cede cosi’ il 14% sui minimi di sempre, gia’ rivisti nei giorni scorsi, come del resto capita ad Unicredit. La crisi di fiducia colpisce peraltro anche istituti percepito come come Ubi. Non aiuta il titolo del Financial Times secondo il quale Matteo Renzi e’ pronto a sfidare Bruxelles sul bailout per le banche in difficolta’. Anche se fonti di Palazzo Chigi replicano che il premier lavora a soluzioni di mercato, gli investitori leggono nelle mosse del governo (prima per le garanzie sulla liquidita’, poi per eventuali iniezioni di capitale in casi estremi), una conferma della fragilita’ del sistema. “Le azioni del Governo italiano per rafforzare la capitalizzazione delle banche utilizzando fondi pubblici evidenziano la pressione sul settore bancario legata alla scarsa qualita’ degli asset”, sintetizza Fitch. Secondo l’agenzia peraltro “gli impedimenti legati alla legislazione Ue nell’utilizzo dei fondi pubblici rendono difficile raggiungere una soluzione”. Su questo fronte, la Germania, da sempre scettica in merito all’intervento pubblico, si limita a ribadire che “non possiamo rifare le regole delle banche ogni due anni, ci sono costate molta fatica”.