Nel Pd è finita la stagione in chi si “abbattono i leader”, ai caminetti non si torna”, la “strategia conte Ugolino” non verrà accettata. Matteo Renzi conclude la direzione Pd con un affondo contro chi nel partito lo attacca: “Una cosa deve essere certa: la stagione in cui qualcuno dall’alto dalla sua intelligenza si diverte ad abbattere i leader, per me è finita”. Ha aggiunto Renzi: “La stagione nella quale si immagina la strategia conte Ugolino per logorare chi sta alla guida del partito non funziona. Se volete i caminetti, prendetevi un altro segretario. Da Prodi a Veltroni ho sempre detestato gli attacchi a chi guidava, senza una strategia alternativa”.
“Se volete i caminetti, prendete un altro segretario, io apro le finestre”. Lo ha detto il segretario Pd e premier Matteo Renzi durante la direzione del partito. “La stagione in cui uno, dall’alto della sua intelligenza, pensa di abbattere il segretario è finita”, ha aggiunto. “Da Prodi e Veltroni, ho sempre detestato chi attacca il segretario senza una strategia alternativa: se hai i numeri, il partito è di tutti”, ha ancora specificato Renzi. “Finchè il segretario lo faccio io le correnti non tornano a governare il partito, e lo dico soprattuto ai renziani”.
“Il mio ruolo? C’è un film che parla di un giocatore, Cantona, che era mezzo matto. Un fan gli chiede qual’è il suo gol più bello. Lui dice che non è un gol ma un passaggio. Ecco. La cosa più importante non è fare gol ma un passaggio. Il referendum è un passaggio ma anche il partito per me non è una cosa in cui qualcuno pensa solo a fare gol ma un partito fatte di persone e compagni di cui ti fidi. Questa è una grande comunità di donne e uomini. Ci si dica in faccia quello che si pensa ma da questa parte del tavolo c’è gente che si è messa a lavorare per l’Italia, il referendum non è che il passaggio più importante per fare gol”. Lo ha detto il premier Matteo RENZI durante la direzione nazionale del Pd.
“Leggo di qualcuno che nel mio partito vorrebbe ritirare la fiducia e da Ncd Formigoni annuncia chissà quali sfracelli. Al senatore Formigoni e agli altri dico che noi non ci mettiamo a tremare. Se qualcuno vuole ritirare la fiducia non ha che da dirlo”.
“Se volete che io lasci, convocate un congresso e, se possibile, vincetelo. Se volete chi si scinda il ruolo di premier e di segretario, proponete una modifica regolamentare. In ogni caso, io sarà al fianco del vincitore: ma prima di tutto mettiamoci d’accordo sul dove vogliamo andare”.
“Il simbolo di queste elezioni era per tutti Milano. Lo è stato fino alla sera del ballottaggio. Quando abbiamo vinto noi ha smesso di essere Milano comprensibilmente. Conosciamo come funzionano le regole del gioco della comunicazione, è giusto così. Però lasciatemi dire, nel fare in bocca al lupo a Sala, che non sarebbe stata possibile la vittoria di Milano senza una straordinaria mobilitazione del Pd di quella città. A tutti quelli che hanno lavorato va la mia gratitudine perchè il lavoro che si è messo in moto a Milano è stato un lavoro nel quale dobbiamo semplicemente dire grazie”.
“Questo e’ una grande comunita’ di uomini e di donne. Quello che voglio dire e’ che si dica in faccia quello che si pensa, ma in questi due anni c’e’ gente che si e’ messa a lavorare per permettere all’Italia di fare gol e all’Italia di fare la sua partita”, ha detto il segretario dem. Renzi sottolinea come la cosa importante “non e’ fare gol” ma distribuire i passaggi giusti, “e il referendum non e’ altro che il passaggio piu’ importante”. “A sinistra c’e’ un tentativo per qualcosa di diverso che non mi sembra capace di creare un’alternativa”.
“Ecco vedo i siti e leggo ‘Renzi: se vince il no, fine legislatura’. Se c’e’ una sintesi che proprio non ha colto niente di tutto quello che abbiamo detto in oltre un’ora e’ proprio questo”, dice Matteo Renzi al termine della sua relazione alla direzione Pd.