LA RAI VA PRIVATIZZATA. RIPRESA ECONOMIA MERITO DI DRAGHI
Il ministro Calenda rivela che ci sono piu’ di tre offerte per Alitalia, e che la valutazione partira’ dalla priorita’ numero uno, cioe’ assicurare i collegamenti. La priorita’ numero due, ha chiarito il titolare del dicastero dello Sviluppo Economico, e’ meno soldi pubblici possibili. La terza e’ “la questione lavoratori”. Quanto alla Rai, per Calenda deve essere privatizzata e il canone dato a chiunque faccia progetti che hanno un valore di servizio pubblico. Infine il ministro ha elogiato Draghi: “Teniamocelo buono – ha detto – e’ merito suo se l’economia riprende un po’, e se abbiamo tenuto insieme l’Europa”.
“Alitalia è una delle storie più tristi dell’Italia degli ultimi tempi”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda nel corso di una intervista su La7. “Oggi abbiamo più di tre offerte sul campo: una più finanziaria, due più industriali. Le valuteremo partendo dalla priorità numero uno, quella di assicurare collegamenti, con meno soldi pubblici possibili e terzo, la questione dei lavoratori che hanno una responsabilità”, prosegue senza sbilanciarsi sul valore della compagnia. Quello che è certo è che gli italiani hanno pagato 8 miliardi per salvare Alitalia “in cambio di una compagnia sempre più piccola e sempre più mal funzionante. Se la cedevamo con un accordo ad un grande player internazionale avremmo servizi avuto migliori e non avremmo buttato via soldi. L’italianità intesa in questo senso porta solo a disastri”, conclude.
La Rai “va privatizzata, e il canone va dato a chiunque fa progetti che abbiano valore di servizio pubblico”, ha detto Calenda. E su Mediaset: Il presidente di Vivendi Vincent Bollore’ “e’ un grande imprenditore che si e’ comportato in questa situazione come un rider e poi, forse, ha capito”. Ha spiegato che “non vieni e fai un’operazione su un’azienda come Mediaset, senza dire cosa ci vuoi fare, senza spiegarlo al Paese, mentre il Paese sta votando il nuovo Governo. Se l’avessimo fatto noi in Francia, ci avrebbero preso a calci nel sedere. Mi e’ parso giusto dare un contributo affinche’ questo si verificasse per una volta a parti inverse”. Calenda ha quindi detto che, a difesa degli interessi italiani, “in Tim per la prima volta abbiamo usato una norma che si chiama golden power che da’ una serie di prescrizioni durissime, tra le quali il fatto che noi dobbiamo avere il gradimento di una persona in cda, e ci deve essere un’organo dedicato alla sicurezza e che loro non possono spostare gli investimenti sulla rete”.
Infine, Calenda su Draghi: “Se oggi l’economia riprende un po’, se abbiamo tenuto insieme l’Europa e’ merito di un italiano, teniamocelo buono e se possiamo evitiamoci anche questo danno”, ha detto il ministro dello sviluppo economico.