BANKITALIA, DEBITO ALTO, LA CRESCITA POTREBBE RALLENTARE
‘Rispetto ad un aggiustamento richiesto di 0,3 punti, il Def mostra un miglioramento del saldo strutturale di solo 0,1 punti di Pil. Nonostante la flessibilita’ concessa, si evidenzierebbe quindi un rischio di deviazione di -0,2 punti di Pil che dovrebbe comportare la necessita’ di una manovra aggiuntiva di 0,2 punti sul 2018′. Lo afferma l’Upb (Ufficio bilancio parlamento). A questo si aggiunge l’allarme di Bankitalia che vede rischi per la crescita per l’innalzamento del debito anche se il vicedirettore generale Signorini in audizione sul Def conferma le stime di gennaio sul Pil 2018 a +1,4%. E mette in guardia sull’aumento dell’Iva che se si vuole evitare o contenere, andranno cercate fonti alternative di aumento di entrata o riduzione di spesa.
“Anche se fondamentalmente solvibili, i Paesi molto indebitati sono comunque esposti al rischio di crisi di liquidita’”. Lo afferma il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, in audizione sul Def alle Commissioni speciali di Camera e Senato, ricordando che il debito pubblico italiano “e’ elevato” e inferiore nell’area euro solo a quello greco. Signorini ha quindi indicato come obiettivo “credo largamente condiviso” quello di “collocare in modo credibile il debito lungo un sentiero di duratura e visibile riduzione”.
“Collocare in modo credibile il debito pubblico lungo un sentiero di duratura e visibile riduzione è un obiettivo che credo largamente condiviso”, ha detto il vice direttore generale della Banca d’Italia, sottolineando che “il momento attuale è propizio per due ragioni: la positiva fase congiunturale e il permanere di condizioni finanziarie distese”. Secondo Signorini “la riduzione significativa del debito presuppone il conseguimento e il mantenimento di un ampio avanzo primario di bilancio”. Infatti, ha proseguito, “per ridurre davvero il debito pubblico occorre mantenere un avanzo primario di bilancio di dimensioni adeguate per un periodo sufficientemente lungo”. Per fornire un ordine di grandezza, Signorini ha quindi ricordato che “con un avanzo primario dell’ordine del 3-4 per cento del Pil il debito si potrebbe ridurre al 100 per cento del prodotto in circa un decennio, sotto certe ipotesi sulla crescita reale, sull’inflazione e sui tassi di interesse”.
“Se si vuole evitare o contenere l’aumento dell’Iva e si e’ ugualmente determinati a imboccare la strada di una riduzione del debito visibile e significativa, bisognera’ ricercare fonti alternative di aumento di entrate o riduzione di spesa”, ha detto Signorini.