‘Nella legge per il voto degli italiani all’estero ci sono dei principi fondamentali che riteniamo violati e che potrebbero portare ad un’impugnazione’. Il Comitato per il No in conferenza stampa avverte che se il voto all’estero risultasse decisivo per una vittoria del Si’ di misura, ci sono i presupposti per un ricorso. Da Piombino, a un incontro per il Si’, Matteo Renzi accusa il fronte avverso di ‘averla buttata in rissa’, ‘noi facciamo campagna referendaria con il sorriso sulle labbra, nel merito, loro no’. Cuperlo: ‘Il presidente del Consiglio torni ad essere empatico con il Paese’.
“Abbiamo un problema con gli italiani all’estero. Nella sua tripla carica di presidente del Consiglio, segretario del Pd e capo del Comitato per il Si’ il premier Matteo Renzi ha mandato una lettera agli italiani all’estero. Noi non abbiamo risorse e quindi abbiamo chiesto alla stampa estera di informare l’opinione pubblica su cosa succede se vince il Si’, cominciare dal fatto che non ci saranno piu’ i sei senatori eletti all’estero”. Lo spiega, al termine della conferenza stampa presso l’associazione della Stampa estera, il vicepresidente del Comitato per il No Alfiero Grandi che sottolinea: “in piu’ con l’Italicum attualmente in vigore gli italiani all’estero non potrebbero votare al ballottaggio. Non ce ne sarebbero neppure i tempi. E cio’ e’ una ragione del rapporto strettissimo che c’e’ tra riforma e legge elettorale”.
Se al referendum costituzionale del 4 dicembre dovesse vincere il Sì con il voto degli italiani all’estero, il fronte del No sarebbe pronto a fare ricorso davanti alla Corte Costituzionale, dice Alfiero Grandi: “Ci sono gli estremi per poterlo fare – ha spiegato – in quanto il voto dev’essere segreto e personale, se non verranno rispettati i requisiti, è chiaro che faremo ricorso”. La modalità in cui si vota all’estero, invece, non garantisce la segretezza perché la scheda arriva con una busta e potrebbe essere manipolata.
“Quelli del No dicono che se perdono faranno ricorso, noi non faremo ricorsi e controricorsi, faremo una battaglia con il sorriso e parliamo del merito. Il tentativo e’ di buttarla in RISSA, la nostra reazione e’ calma e gesso, sorrisi e tranquillità”. Lo ha detto il premier Matteo RENZI a Piombino per una iniziativa per il sì al referendum.
“Ieri ci hanno definito serial killer, oggi SCROFA ferita. Chissà perchè ferita… La mettono in caciara, talvolta ci sono cascato anche io ma ora ci sono dodici giorni da vivere con il sorriso e la tranquillità di chi crede nella politica”. Lo dice il premier Matteo Renzi a un’iniziativa del Sì a Reggio Emilia.