L’emergenza rifiuti, i 13 miliardi di debito capitolino da rinegoziare, le Olimpiadi del 2024, Atac e il trasporto pubblico. Su SkyTg24 – in un teatro d’eccezione, con piazza del Campidoglio palcoscenico a cielo aperto – va in onda il ‘duello finale’ tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti. Gli sfidanti hanno alle spalle il palazzo Senatorio, da cui uno dei due a partire da lunedì guiderà la città. Una stretta di mano e si parte.
Il primo round si gioca sull’immondizia, ma è un round di studio che dura poco. E’ Giachetti, poco dopo, a lanciare il primo affondo, approfittando di una risposta della rivale sulla rinegoziazione del debito. “E’ bello scoprire che Raggi cambia idea da una trasmissione tv all’altra – la incalza lui – Aveva detto che una parte del debito non intendeva pagarlo, facendo fallire la città”. Raggi sceglie in un primo momento di non replicare, non usufruendo dei 30 secondi aggiuntivi previsti dalle regole di ingaggio. Poco dopo, però, ribatte cogliendo in fallo l’avversario sulle tasse. “E’ curioso vedere come Giachetti cambi idea da una trasmissione all’altra – dice a sua volta – visto che fino ad adesso abbiamo assistito a promesse di tagli sulle tasse”. Continua la guerra di posizione, poi, sulle Olimpiadi, con Giachetti che conferma il suo sì e Raggi che annuncia la volontà di indire un referendum consultivo se dovesse diventare sindaco.
“Un candidato sindaco non può basare il proprio programma di governo su un futuro evento, incerto – attacca – stiamo di fatto asserendo che se la candidatura non sarà accolta Roma sarà immobile e questo lo trovo agghiacciante”. E’ Giachetti ad aggiudicarsi la sfida ‘geografica’. Ai due candidati nella corsa al Campidoglio viene chiesto quale fosse il municipio illuminato nella mappa della città e la candidata M5S confonde – tra i ‘buuuh’ dei sostenitori Pd – il 12esimo con l’11esimo municipio. Bene invece il vicepresidente della Camera, che riesce a individuare il 14esimo municipio. I dua sfidanti sono distanti anche quando si tratta di scegliere un personaggio cui intitolare una via della Capitale. Pensa a Marco Pannella, Giachetti, lasciandosi “condizionare” da un fatto successo di recente che lo ha “colpito molto”. “Io chiederei ai cittadini”, taglia corto Raggi. Nessuna novità per quel che riguarda la squadra. Il candidato del centrosinistra ricorda che la sua giunta “sarà composta da sei donne e tre uomini” e annuncia che affiderà gli appalti pubblici ad Alfonso Sabella. Non si sbottona, invece, Virginia Raggi. La sua squadra sarà pronta “tra domani e venerdì. “tra domani e venerdì, la stiamo completando. Mi prendo tutto il tempo, è fondamentale avere nomi di livello – spiega – Sta venendo molto bella, sono tutti pronti a collaborare, ma molti professionisti hanno chiesto riservatezza anche per il trattamento riservato a me dalla stampa”. Accorati gli appelli finali. “Abbiamo lavorato tanto, quello che abbiamo detto lo abbiamo fatto. Ci siamo tagliati lo stipendio. Ci impegnamo per far cambiare verso a questa città, per troppo tempo dimenticata – scandisce Raggi- bisogna aggredire gli sprechi e le sacche di privilegio e lo può fare solo una forza politica che ha le mani libere”. “Voglio parlare di me e della mia scelta di fare il sindaco, non fare un appello finale. L’ho fatto con qualche dubbio” perché “amministrare una città straordinaria e complessa come Roma farebbe tremare i polsi anche ai più bravi – spiega invece Giachetti – Ho girato tanto e ho incontrato tanta rabbia, anche rivolta alle responsabilità del Pd. Ma con la rabbia non si va da nessuna parte dobbiamo guardare al futuro. Io voglio occuparmi di Roma, sarebbe un grande onore e il sogno più grande della mia vita”. Quando la diretta finisce i due diversi ‘team’ accolgono in un caloroso abbraccio il proprio ‘pugile’, tra applausi, selfie e cori da stadio. I due non si incroceranno più prima di domenica. E lunedì solo uno di loro tornerà a palazzo Senatorio. npf 152303 Giu 2016