Il Presidente dell’Autorità Palestinese accolto alla festa di Fratelli d’Italia, dove chiede a Roma di “proseguire nel percorso per riconoscere la Palestina”. Vertice a Palazzo Chigi sul Piano Trump. Gli USA avvisano l’UE: “Mandate i soldati a Gaza o resterà l’IDF”.
La crisi mediorientale entra nel cuore del dibattito politico italiano con la visita a Roma del Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Il leader palestinese, dopo il colloquio a Palazzo Chigi con la Premier Giorgia Meloni, è stato un ospite di rilievo sul palco di Atreju, la kermesse giovanile di Fratelli d’Italia.
La Presidente del Consiglio ha inquadrato la presenza di Abu Mazen come una doppia vittoria politica e diplomatica per l’Italia. “La sua presenza fa giustizia di tante falsità dette sul governo negli ultimi due anni,” ha rivendicato Meloni. La premier ha sottolineato come l’evento dimostri quanto l’Italia sia “centrale e protagonista” nella crisi mediorientale e “nel difficile percorso verso la pace con la prospettiva dei due Stati.”
Nonostante la linea della Farnesina continui a subordinare il riconoscimento dello Stato di Palestina alla presenza di “condizioni” specifiche, l’invito ad Abbas conferma la traiettoria diplomatica che il Governo italiano sta tracciando tra Washington e Gerusalemme Est, puntando a un ruolo nel possibile Board of Peace voluto dalla Casa Bianca per la transizione post-conflitto.
Abbas, abile nel leggere la platea, ha ringraziato Meloni e la leadership di Fratelli d’Italia, strappando applausi con il richiamo alla “patria, dove vuole vivere con libertà e dignità.”
Il suo messaggio politico è rimasto fermo: “L’assenza di uno Stato palestinese è fonte di instabilità del territorio e di estremismo.” Ha chiesto all’Italia di “proseguire lungo il tracciato” del riconoscimento della Palestina, assicurando che lo Stato palestinese futuro “non sarà una preoccupazione securitaria per nessuno” e che le armi “saranno solo nelle mani delle autorità legittime” (un chiaro riferimento ad Hamas).
Il focus del colloquio a Palazzo Chigi è stato l’attuazione del Piano di Pace di Trump, su cui i due leader hanno concordato sulla “necessità di consolidare il cessate il fuoco.”
Intanto, la pressione internazionale aumenta: il sito americano Axios ha riportato un presunto “ultimatum” degli Stati Uniti ai Paesi europei: se l’Europa non invierà soldati a Gaza o non sosterrà i Paesi che lo faranno, l’IDF (l’esercito israeliano) non si ritirerà dalla Striscia.
Il fronte umanitario, intanto, vede una “tragedia infinita”: l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) ha denunciato che due bambini sono stati uccisi dal freddo nei campi profughi flagellati dalla tempesta, con l’ingresso dei materiali per rinforzare i rifugi che risulta bloccato.
Dopo l’impegno con la maggioranza e la sosta ad Atreju – dove l’ex leader di AN, Gianfranco Fini, ha voluto sottolineare la storica vicinanza della destra italiana alla causa palestinese – la missione di Abu Mazen si concluderà con l’opposizione.
Domani il Presidente dell’ANP incontrerà, separatamente, i leader del centrosinistra: Elly Schlein (PD), Giuseppe Conte (M5S) e i rappresentanti di AVS, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, in un hotel sulla collina di Monte Mario.