L’antiterrorismo indaga sull’uccisione ieri sera di una coppia di poliziotti nell’hinterland di Parigi, ad opera di un uomo che si sarebbe proclamato dell’Isis prima di essere ucciso in un blitz. E il portavoce del governo francese, Stephane Le Foll, ha confermato che l’uccisione dei poliziotti alla periferia di PARIGI e’ “un’azione terroristica”.
Un poliziotto francese è stato accoltellato a morte nella sua casa di Magnanville, comune a circa 50 chilometri dalla capitale francese Parigi, da una persona che aveva “giurato” fedeltà allo Stato islamico. Il sedicente militante dell’Isis è stato ucciso dalle forze speciali francesi: all’interno dell’abitazione è stata ritrovata morta anche la compagna del poliziotto, un funzionaria della polizia locale. Illeso, invece il figlio di tre anni della coppia: è stato posto sotto cure mediche dopo essere sopravvissuto al massacro. L’agenzia Amaq, legata all’Isis, ha rivendicato la responsabilità dell’azione, sottolineando che che l’attacco è stato condotto da un “combattente dello Stato islamico”.
L’ assassino era un uomo 25enne, Larossi Abballa, che era stato condannato nel 2013 per il coinvolgimento in una rete jihadista tra la Francia e il Pakistan. Giudicato insieme a sette altri imputati, l’uomo era stato condannato a tre anni di carcere, con sei mesi di sospensione, per “associazione a delinquere allo scopo di preparare atti terroristici”. L’uomo, che e’ stato ucciso dalla polizia nel raid lanciato sull’abitazione del poliziotto in cui si era barricato, era originario di Mantes-la-Jolie, una localita’ a una sessantina chilometri a ovest di Parigi. Sono in corso perquisizioni.
Una riunione di crisi si è svolta all’Eliseo con il presidente Francois Hollande, il primo ministro Manuel Valls, i ministri degli Interni, Bernard Cazeneuve, e della Giustizia, Jean-Jacques Urvoas.