Il grande lavoro su Parade iniziato al Teatro dell’Opera di Roma, il “legame profondo” con l’arte popolare napoletana, il colpo di fulmine per la sua futura moglie, la ballerina Olga Koklova. Nel 1917 Pablo Picasso compie il suo viaggio in Italia, si ferma a Roma, a Napoli e a Pompei e lavora all’enorme sipario per il balletto ideato da Jean Cocteau, suo compagno di viaggio. Cento anni dopo, “un progetto nazionale” ripercorre le tappe e i luoghi del soggiorno italiano dell’artista. Cinque le istituzioni culturali coinvolte, a partire dal Museo di Capodimonte, dove dall’8 aprile sara’ esposto per la prima volta il sipario Parade, e da Pompei, che nell’Antiquarium degli scavi accogliera’ i costumi del balletto disegnati dall’artista. E poi il 10 aprile il Teatro dell’Opera di Roma ospitera’ la serata ‘Picasso a Roma cento anni fa – partitura d’arte, danza e genio’. Ancora Pompei dal 27 al 29 luglio, quando il Teatro grande ospitera’ due balletti interpretati dai primi ballerini, solisti e corpo di ballo del Costanzi. Infine, il 21 settembre le Scuderie del Quirinale inaugureranno la mostra ‘Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925′. Tra le opere in mostra, anche il sipario di Parade che trovera’ spazio nel Salone Pietro da Cortona di Palazzo Barberini.
“E’ un progetto splendido che ricorda questo incredibile viaggio- ha detto il ministro Dario Franceschini presentando gli eventi al Mibact- e’ la dimostrazione di come si possa fare sistema non in modo retorico: unire le iniziative di diverse istituzioni culturali e farle diventare un grande progetto nazionale”. Picasso arriva in Italia nel 1917 insieme a Jean Cocteau proprio per iniziare a lavorare sul sipario del Parade, il balletto ideato da Cocteau su musiche di Erik Satie. Ha 36 anni e si ferma a Roma otto settimane in occasione della tournee nella citta’ della compagnia dei Ballets russes di Sergej Djagilev. L’artista soggiorna al de Russie, la compagnia vicino al Pantheon. Tra loro anche Olga Koklova, la ballerina da cui Picasso e’ colpito e che sposera’ pochi mesi dopo. Il 10 aprile del ’17 il Costanzi da’ vita a una mostra con le opere della collezione del ballerino e coreografo Leonid Massine. Tra gli autori esposti, Bakst, Balla, Depero, Prampolini, Djagilev, Stravinskij e, per la prima volta a Roma, Picasso. “Per noi far rivivere quella giornata cento anni dopo e’ una cosa molto importante- cosi’ il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes- stiamo cercando di lavorare sulla memoria del Costanzi, che ha una grande storia”. L’appuntamento al Teatro dell’Opera e’ alle 21 con il racconto di quei giorni curato da Lorenzo Pavolini e interpretato da Maddalena Crippa e Massimo Popolizio.
Durante ‘Picasso a Roma cento anni fa – partitura d’arte, danza e genio’, verranno interpretate al pianoforte alcune pagine di Satie e Stravinskij. Ma la celebrazione del 10 aprile non e’ l’unico appuntamento con cui il Teatro dell’Opera di Roma celebra i 100 anni di Picasso in Italia. Grazie alla collaborazione con la Soprintendenza di Pompei, dal 27 al 29 luglio i ballerini, i solisti e il corpo di ballo del Costanzi si esibiranno al Teatro grande per due balletti con la coreografia di Massine: Parade su musica di Satie e Pulcinella su musiche di Stravinskij. E a settembre e’ ancora Roma a rendere omaggio al genio con la grande mostra alle Scuderie del Quirinale ‘Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925′, in collaborazione con il centre Pompidou di Parigi, il Museum Berggruen di Berlino, la Fundacio’ Museu Picasso di Barcellona, il Guggenheim, il Metropolitan di New York e le Gallerie nazionali d’arte antica di Roma Barberini Corsini. Sara’ proprio il Salone Pietro da Cortona di Palazzo Barberini a ospitare per la prima volta a Roma il sipario di Parade, con i suoi undici metri per diciassette. “Un’opera difficilissima da allestire” per il direttore delle Gallerie Flaminia Gennari Santori. “Picasso abitava nella vicina via degli Avignonesi, ma nessuno sa se ando’ mai a Palazzo Barberini. In ogni caso, il Salone e’ stato concepito per ospitare opere di queste dimensioni.
I visitatori avranno Parade da un lato e Pietro da Cortona dall’altro”. Con un comitato scientifico d’eccellenza, la mostra alle Scuderie immortala invece il momento in cui, grazie all’influenza del viaggio a Roma, la vita dell’artista vede due grandi stagioni succedersi: il Cubismo e il Neoclassicismo. Un “grandissimo progetto- cosi’ il direttore del museo, Mario de Simoni- che conta oltre 100 prestiti confermati al momento da piu’ di 50 prestatori”. Tra marzo e aprile 1917, Picasso da Roma va a Napoli e Pompei per due volte. È qui che l’artista prosegue il lavoro sul sipario di Parade che cento anni dopo verra’ esposto per la prima volta. La gigantesca opera si potra’ ammirare dall’8 aprile al Museo di Capodimonte che inaugura la mostra ‘Picasso e Pompei: Parade’. L’esposizione racconta l’incontro diretto di Picasso con l’antichita’ a Pompei e soprattutto con la cultura tradizionale napoletana. Per il direttore di Capodimonte, Sylvain Bellenger, “alla Napoli barocca Picasso preferisce le marionette, il presepio e l’arte popolare. Con Parade, il pittore cubista torna alla sua ispirazione legata al mondo del circo”. E se il sipario occupera’ la sala da ballo di Capodimonte, i costumi del balletto disegnati dall’artista saranno in mostra all’Antiquarium di Pompei. “I costumi saranno messi a confronto con una raccolta di maschere africane- cosi’ il soprintendente di Pompei, Massimo Osanna- a conferma dell’influsso dell’iconografia teatrale sull’arte di Picasso”.