Hillary Clinton si salva dall’email-gate che avrebbe potuto minarne la corsa alla Casa Bianca. ‘E’ stata negligente, ma non ne raccomandiamo l’incriminazione’, conclude l’inchiesta dell’ Fbi, che ha riscontrato in 110 mail dell’allora Segretario di Stato dati classificati che potevano finire in mani di ‘attori ostili’ agli Stati Uniti. Dura la reazione DEL candidato repubblicano Donald Trump che grida al ‘sistema corrotto’.
L’Fbi non ha trovato alcuna prova che l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton o il suo team intendevano infrangere le leggi statunitensi utilizzando un server di posta elettronica privata, ma solo che erano molto sbadati nel trattare informazioni sensibili. Lo ha detto il direttore dell’Fbi James Comey durante una conferenza stampa. “Anche se non abbiamo trovato prove evidenti che il Segretario Clinton o suoi colleghi avessero lo scopo di violare le leggi che regolano il trattamento di informazioni classificate, ci sono prove che erano estremamente negligenti nel trattamento di dati molto sensibili e di informazioni altamente riservate”, ha dichiarato Comey osservando che l’Fbi non ha trovato prove di cattiva condotta intenzionale da parte della Clinton durante il processo di smistamento dei messaggi di posta elettronica.
“Come ha detto per molto tempo, è stato un errore usare la sua posta elettronica personale e non lo farà più. Siamo contenti che questa questione si sia risolta”. Lo ha dichiarato il portavoce di Hillary Clinton, Brian Fallon, commentando le dichiarazioni del direttore dell’Fbi, James Comey, a proposito del caso delle email private utilizzate per questioni di lavoro da Clinton mentre era segretaria di Stato.
“Il direttore dell’Fbi dice che la disonesta Hillary ha compromesso la sicurezza nazionale. Nessuna accusa. Wow! Sistema corrotto”. Questa la reazione di Donald Trump su twitter alla notiza che l’Fbi ha deciso di non perseguire Hillary Clinton per lo scandalo ‘mail-gate’.
Per la prima volta, dopo che il mese scorso ha appoggiato la candidatura alla Casa Bianca di Hillary Clinton, il presidente Barack Obama è salito con lei sul palco durante un comizio. “Sono pronto a cederle il testimone”, ha detto Obama a Charlotte, in North Carolina, sottolineando che “mai uomo o donna è stato più qualificato” per guidare il Paese. Nello stesso giorno in cui l’Fbi ha presentato le conclusioni di un anno di indagini sulle email di lavoro mandate da account privati da Clinton, mentre era segretaria di Stato: il direttore, James Comey, l’ha definita “negligente”, ma ha sostenuto che non ci siano elementi per incriminarla. Lo sfidante repubblicano, Donald Trump, ha colto l’occasione per criticare la decisione e “il sistema corrotto” che la democratica secondo lui rappresenta.
Obama, in maniche di camicia, ha parlato dallo stesso palco da cui subito prima lo aveva fatto la sua rivale alle primarie del 2008, in giacca fucsia. Il presidente oggi restituisce un favore: quell’anno, Clinton lo sostenne impegnandosi a fare il possibile per spingerlo verso la Casa Bianca. E quello odierno è probabilmente destinato a essere il primo di tanti eventi analoghi. “Sono qui perché credo in Clinton e voglio che voi la aiutiate a diventare la prossima presidente degli Stati Uniti”, ha detto Obama dal palco.
Ha descritto la ex first lady come “determinata, che non si arrende mai, non importa quanto sia difficile la sfida”, ma anche “onesta” e pronta a lavorare sodo per migliorare il Paese e la vita dei suoi cittadini. Ha messo l’accento sulla sua affidabilità e forza caratteriale, per contrastare gli attacchi del magnate repubblicano. Affermando anche: “Clinton non esiterà mai a usare la forza, se sarà necessaria per proteggerci. Saprà mobilitare il mondo attorno alle cause giuste, facendo sì che gli altri siano al nostro fianco, e per questo deve essere la futura presidente”. Clinton spera di riconquistare la North Carolina nel voto dell’8 novembre, dopo che nello Stato Obama vinse nelle elezioni del 2008 ma fu sconfitto nel 2012. Dovrà guadagnare la fiducia dei più giovani e degli elettori più di sinistra, che hanno sostenuto lo sfidante, autodefinitosi socialista, Bernie Sanders.
Le relazioni tra Clinton e Obama iniziarono in modo amichevole quando entrambi erano al Senato, ma assunsero toni tesi durante la loro corsa per la nomination democratica in vista delle elezioni del 2008. Obama vinse, arrivando poi alla Casa Bianca, e il legame si riannodò in seguito, quando Clinton entrò nel governo Obama del primo mandato. La famiglia Clinton, ricorda Reuters, ebbe un ruolo importante nelle elezioni per Obama. I due apparvero assieme a Unity, in New Hampshire, dopo le tese primarie del 2008 e Bill Clinton, ex presidente e marito di Hillary, pronunciò un ben accolto discorso alla convention democratica del 2012.