Una statua al posto del cavallo in Viale Mazzini: è questa l’ultima provocazione di Rosario Fiorello per onorare la memoria di Pippo Baudo. Lo showman ha voluto rendere omaggio al maestro della televisione italiana recandosi alla camera ardente allestita al Teatro delle Vittorie, dove ha condiviso ricordi e riflessioni sul futuro del mezzo televisivo.
Uscito dalla camera ardente, Fiorello ha cercato le parole per descrivere l’eredità di Baudo. “Non c’è un aggettivo per descrivere appieno cosa rappresenti lui per la TV italiana”, ha ammesso, sottolineando l’importanza del suo ruolo non solo come conduttore, ma come formatore per un’intera generazione di artisti.
Lo showman ha poi espresso una preoccupazione: “Oggi chi insegnerà ai giovani a fare la TV?”. Secondo Fiorello, l’attuale frenesia e velocità dei tempi hanno minato le basi del grande varietà all’italiana, di cui Baudo è stato il principale artefice. “Oggi non puoi più fare un pezzo musicale con Zarrillo, Mia Martini e Giorgia di 10 minuti o un monologo di 15,” ha affermato, riferendosi a un’epoca d’oro che sembra irrimediabilmente perduta.
L’avvento dei social media e dei contenuti da “30 secondi” ha reso quasi impossibile replicare il “fattore umano” che Baudo aveva aggiunto alla perfezione tecnica del varietà. “Io mi sono inventato un programma di 27 minuti in cui facevo gag di 30 secondi,” ha confessato Fiorello, mettendo in discussione la direzione che ha preso la televisione moderna. “Ieri mi sono chiesto dove stiamo andando”.
Per Fiorello, il legame con Baudo era anche un fatto di orgoglio regionale. “Per noi siciliani è sempre stato un vanto”, ha detto, ricordando di come i due scherzassero spesso al telefono scambiandosi frasi in dialetto. Con un sorriso, ha rivelato un aneddoto: “Lui mi diceva ‘non dobbiamo mai dimenticare le nostre radici’ e io rispondevo…”.
Alla domanda sull’impatto che Baudo ha avuto sulla sua carriera, Fiorello ha glissato elegantemente: “Voglio parlare di lui, non di me”. Un’ultima, rispettosa dimostrazione di quanto il maestro abbia rappresentato per lo showman e per l’intera televisione italiana.